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PRIMO PIANO

Libra Facebook, indaga l’Antitrust britannico

Il lancio della criptovaluta è previsto entro la fine del giugno 2020. Ma prima di arrivare alla meta per il social network si apre una procedura di controllo regolamentare senza precedenti. La Financial Conduct Authority vuole vederci chiaro

03 Lug 2019

Antonio Dini

Non ci si può più girare attorno: man mano che si avvicina il momento del lancio di Libra, la criptovaluta voluta da Mark Zuckerberg che però non verrà gestita direttamente dalla società californiana (per questo c’è un trust più ampio che coinvolge molte entità di settori diversi), le domande dei regolatori, dei legislatori e della pubblica opinione dovranno avere risposte molto più puntuali di quelle ricevute sinora. Lo sostengono i dirigenti del regolatore di mercato britannico.

Facebook ha presentato Libra, la “sua” moneta digitale lo scorso mese, sollevando preoccupazioni immediate sul suo potenziale impatto sulla privacy da parte di legislatori e autorità di regolamentazione di tutto il mondo. “Le dimensioni e l’ambito di operatività di Libra pongono domande per la società e il governo più in generale su ciò che è accettabile e desiderabile in questo settore”, ha detto a Reuters Christopher Woolard, direttore esecutivo per la strategia e la concorrenza presso la Financial Conduct Authority del Regno Unito. Storicamente – ha detto durante una conferenza a Cambridge – questo può anche essere stato in passato un settore che ha vissuto con il motto ‘muoviti veloce e rompi tutto’, ma le questioni sollevate adesso richiedono un profondo pensiero e molto nel dettaglio”.

Facebook con Libra dovrà infatti affrontare con tutta probabilità un controllo regolamentare senza precedenti. Il lancio della criptovaluta è previsto entro la fine del giugno 2020. La moneta segnerà l’ingresso del gigante dei social media in una delle aree meno regolamentate della finanza. Secondo gli osservatori, la risposta dei regolatori finanziari nazionali e internazionali e delle autorità monetarie al progetto Libra avrà un impatto cruciale sulle prospettive della criptovaluta. Sebbene alcuni, inclusa la Fca britannica, abbiano affermato di aver incontrato già Facebook per discutere del progetto, ci sono ancora molte domande in sospeso su come funzionerà in concreto.

La settimana scorsa Libra ha visto crescere l’attenzione dei tecnici quando i banchieri centrali e le autorità di regolamentazione europee hanno chiesto maggiori dettagli sul progetto durante il G20. Secondo la Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI), un gruppo-ombrello che raccoglie varie banche centrali, i legislatori di tutto il mondo dovranno prendere delle decisioni cruciali nei prossimi mesi. I politici devono infatti coordinare rapidamente le risposte normative ai nuovi rischi introdotti da Libra e dall’entrata in finanza di Facebook e delle altre aziende tecnologiche.

In generale, la Fca considera ogni cosiddetto “crypto-asset” – un termine generico che include bitcoin e altri token digitali – caso per caso, spiega Woolard. La FCA chiede se ognuno di questi crypto-asset possono arrecare beneficio a mercati e consumatori in una logica di competizione o causare danni aumentando la complessità e altri rischi. “È fondamentale pensare anche alla realtà pragmatica delle cose: i dettagli tecnici, la tecnologia utilizzata e la postura legale di queste entità”, ha concluso Woolard.

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