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LA CRIPTOMONETA

Facebook svela Libra, Zuckerberg: “Facile come inviare una foto”

Sul sito della Libra Association tutti i dettagli del progetto: la rete si baserà su una blockchain open source “evolutiva ed affidabile che permetterà la creazione di un nuovo ecosistema finanziario”. Un portafoglio digitale per conservare e spendere le valute digitali. 28 i partner aderenti al consorzio. Il debutto a metà del 2020

18 Giu 2019

Federica Meta

Giornalista

Facebook svela Libra, la sua criptomoneta. E lo fa dal sito della Libra Association, il consorzio che gestirà la valuta digitale il cui lancio è previsto nella metà del 2020.

Complessivamente sono 28 i componenti dell’associazione che ha sede a Ginevra e vede insieme, oltre a Facebook, realtà attive nel mondo dei pagamenti come Mastercard, PayPal, PayU, Stripe e Visa, società tecnologiche come Booking Holdings, Ebay, Farfetch, Lyft, Mercado Pago, Spotify e Uber, player delle telecomunicazioni come Iliad e Vodafone, operatori blockchain come Anchorage, Bison Trails, Coinbase e Xapo e aziende di venture capital come Andreessen Horowitz, Breakthroug Initiatives, Ribbit Capital, Thrive Capital e Usv, ma anche associazioni e istituzioni accademiche come Creative Destruction Lab, Kiva, Mercy Corps e Women’s World Banking.

“Le persone saranno in grado di spedire, ricevere, spendere e proteggere i loro soldi, abilitando un sistema finanziario globale più inclusivo”, si legge nel sito.

L’entità di “governo” della nuova criptovaluta sarà appunto la Libra Association, una organizzazione indipendente e non-profit con sede a Ginevra in Svizzera. “L’associazione – si legge nel white paper disponibile sul sito – è pensata per facilitare le operazioni di Libra, per gestire la riserva che mantiene stabile il valore della valuta e per coordinare gli accordi tra i suoi stakeholder. Ciascuno dei membri dell’associazione mantiene un nodo della rete di Libra ed elegge un rappresentante nel consiglio dell’associazione, che prende le decisioni per votazione. Ciascun membro fondatore non può detenere più di un voto o dell’1% del totale dei voti, per impedire che nessun membro assuma un controllo eccessivo sulla rete”.

La rete Libra si baserà su una blockchain open source, continua il white paper, “evolutiva ed affidabile” che “permetterà la creazione di un nuovo ecosistema finanziario con nuovi utilizzi a favore dell’innovazione e dell’inclusione finanziaria”.

La Libra sarà garantita da una riserva di asset reali per assicurare la sua stabilità e proteggerla dalla speculazione.

Facebook ha creato anche una sussidiaria chiamata Calibra che offrirà portafogli digitali per conservare, inviare e spendere le libre. Calibra sarà strettamente connessa alle piattaforme Messenger e WhatsApp di proprietà di Facebook, che già possono disporre di una platea di più di un miliardo di utenti.

Il nome “Libra” prende ispirazione dalla libbra, un’unità di misura di massa di origine romana il cui nome deriva dal latino libra (“bilancia”). Ma non solo: è anche il segno astrologico per la giustizia e la parola francese per la libertà, ha spiegato David Marcus, un ex dirigente PayPal che adesso dirige il progetto per Facebook. “Libertà, giustizia e denaro, che è esattamente quello che stiamo cercando di fare qui”, ha detto.

La vision di Mark Zuckerberg

“Con Libra, usare denaro sarà facile come condividere foto”. Questo il messaggio con cui il Ceo Mark Zuckerberg ha presentato la criptovaluta di Facebook, che sarà disponibile dalla prima metà del 2020 e con cui spera di rivoluzionare il mondo dei pagamenti. “La missione di Libra è creare una semplice infrastruttura finanziaria globale per miliardi di persone in tutto il mondo. Aspiriamo a rendere facile per tutti inviare e ricevere denaro proprio come si usano le nostre app per condividere istantaneamente messaggi e foto” ha scritto Zuckerberg, in un post sul suo profilo Facebook. “Essere in grado di utilizzare il denaro virtuale può avere un importante impatto positivo sulla vita delle persone perché non si deve sempre portare denaro contante, che può essere insicuro, o pagare commissioni per i trasferimenti. Questo è particolarmente importante per le persone che non hanno accesso alle banche tradizionali o ai servizi finanziari. Al momento, circa un miliardo di persone non ha un conto in banca, ma possiede un telefono cellulare”.

 I commenti

“Libra rappresenta la più audace incursione di Facebook nel mondo dei servizi finanziari e dei pagamenti – sottolinea Valeria Portale, Direttore degli Osservatori Innnovative Payments e Blockchain & Distribuited Ledger del Politecnico di Milano – L’obiettivo del progetto è dare accesso ai servizi finanziari agli oltre 1,7 miliardi di adulti a livello globale che sono attualmente ‘unbanked’. La nuova moneta dovrebbe essere usata dagli utenti per interagire con i negozi virtuali, invio di denaro e in futuro includere anche altri servizi finanziari. Nonostante ciò, Facebook non si pone come antagonista ai moderni player del settore finanziario, ha invece manifestato il proprio interesse a collaborare con loro, come testimonia la presenza delle più importanti multinazionali nell’ambito dei pagamenti all’interno dell’elenco dei sostenitori dell’iniziativa, Mastercard, PayPal, Stripe e Visa”.

Per Raffaele Mauro, managing director di Endeavor Italy e autore del libro “Hacking finance” (Agenzia X), “con questa operazione Facebook cerca di entrare in modo deciso nell’ambito della finanza digitale. Si tratta di una mossa importante visto l’impatto potenziale legato alla dimensione della base utenti, circa 2,4 miliardi di persone, già profondamente interconnesse tra loro da un ecosistema di applicazioni e servizi come WhatsApp e Instagram. È troppo presto per giudicare nel merito la validità del progetto, ma la direzione è chiara”. “Il mondo del consumer internet in occidente vive dei tentativi di “cinesizzazione” con piattaforme che cercano di integrare o centralizzare diverse categorie di servizi, creando grandi vantaggi per gli utenti ma anche ulteriori dimensioni di rischio in termini di sicurezza e privacy – spiega –  Si tratta di un mondo molto diverso rispetto al retroterra culturale dal quale sono nate le criptovalute, legate ai principi di decentralizzazione e non-censurabilità, quest’ultimo difficilmente può essere accomunato ai progetti dei giganti dell’economia di Internet”.

“Sarà interessante vedere la reazione di utenti, aziende e governi alla GlobalCoin. Facebook ha creato un consorzio importante e tecnologicamente eccellente, ma sembra manchi uno dei pilastri della blockchain: la decentralizzazione. Da capire anche le reazioni dei vari governi che stampano monete sovrane – dice Fabio Pezzotti, cofounder di Iconium Blockchain Ventures Spa – Potrebbero essere rese inutili o almeno molto meno utilizzate nei pagamenti p2p e nell’ecommerce globale. Inoltre, visto che ogni Paese ha una sua normativa, spesso differente dalle altre, i problemi che la stablecoin di Facebook dovrà risolvere saranno molto più simili a quelli ad esempio di PayPal che non a quelli delle criptovalute decentralizzate come Bitcoin. Detto questo, secondo noi Libra faciliterà e incrementerà l’adozione di criptovalute in generale dal mercato, quindi sarà funzionale all’intero eco-sistema, ma troverà forti resistenze negli ambiti più tradizionali (JP morgan e Goldman Sachs, ad esempio non partecipano al progetto)”.

“L’arrivo di Libra potrebbe smarcare definitivamente la differenza creatasi tra le criptovalute e le forme digitale private di trasferimento di valore – sottolinea Andrea Ferrero, cofounder di Young Platform – L’ingresso di Facebook all’interno del mercato ha sicuramente attirato l’attenzione di molti addetti ai lavori e non. Finalmente ognuno di questi asset sta trovando la sua posizione all’interno del mercato: Bitcoin un bene rifugio attraente dal punto di vista speculativo, Libra una moneta per effettuare pagamenti e chissà quali altri progetti riusciranno a trovare spazio in un mercato che è in continua espansione”.

Il deputato Pd, Francesco Boccia, denuncia il silenzio delle istituzioni, anche finanziarie. “Facebook lancia Libra nel 2020, la sua criptovaluta che si somma a tutte le altre esistenti e senza regolazione. I governi cosa pensano? E le Banche centrali? E la Commissione europea? Tutti in silenzio. E chi tra noi, da anni, pone il problema passa per matto – scrive su Twiiter il dem – Com’era facilmente prevedibile aumentano criptovalute di ogni genere e mezzi di pagamento alternativi – aggiunge Boccia – con un utilizzo sempre più disinvolto. Non c’è alcuna regolazione e il rischio caos è dietro l’angolo. La politica, a tutti i livelli, nazionali e comunitari, non può restare a guardare”.

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