Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

ITALIA CASHLESS

Pagamenti digitali, Conte: “Abbasseremo le commissioni”

Il presidente del Consiglio ribadisce l’impegno del governo per ridurre il contante: “Siamo a lavoro con gli operatori. Il nostro obiettivo ultimo è azzerare la sovrattassa”

18 Ott 2019

F. Me

Nessuna penalizzazione per le commissioni dei pagamenti cashless. “Ci siamo premurati per tempo di lavorare con tutti gli intermediari finanziari perché questa modalità digitale di pagamento non sia penalizzante per le commissioni – ha spiegato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte a Bruxelles al termine del vertice Ue – Ho parlato con tutti i principali operatori e saranno parte integrante della partita. Andremo ad azzerare o ridurre sensibilmente le commissioni”.

Nella Manovra 2020 il governo punta a spingere l’utilizzo della moneta elettronica: il piano Italia Cashless è il pilastro della strategia.

Italia Cashless

Nella manovra licenziata dal Cdm di ieri si predispone un programma che prevede, tra l’altro, l’introduzione di un super bonus da riconoscersi all’inizio del 2021 in relazione alle spese effettuate con strumenti di pagamento tracciabili nei settori in cui è ancora molto diffuso l’uso del contante. Stabilita anche l’istituzione di estrazioni e premi speciali per le spese pagate con moneta elettronica e sanzioni per la mancata accettazione dei pagamenti con carte di credito o bancomat.

Nella nota di aggiornamento al Def che anticipava la Manovra si prevede un super bonus del 19% fino a 2.500 euro per le spese effettuate per via elettronici in specifici settori ad elevato rischio di evasione fiscale.

Come spiegato dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, non c’è stima di gettito ma “è nostra convinzione” che ci sarà. “L’impegno è a destinare le risorse aggiuntive a sostegno di una ulteriore riduzione delle tasse”, ha evidenziato.

Il ruolo della card unica nel piano

La principale obiezione a questa impostazione riguarda la difficoltà per le persone anziane o comunque abituate all’uso del contante. Per superarla, l’esecutivo punta sul progetto di carta unica collegato alla Carta di identità elettronica che, oltre a fungere da tessera sanitaria e forse badge per i dipendenti pubblici, potrebbe essere dotata anche di una funzione di pagamento per operare come una sorte di borsellino elettronico. I consumatori, nelle intenzioni del governo, non dovrebbero essere dotati necessariamente di un conto in banca dato che card può essere caricata anche dal tabaccaio.

Il sottosegretario al Mef Alessio Villarosa ha annunciato nei giorni scorsi che il progetto Carta Unica prosegue a passo spedito avanza senza interruzione grazie all’intesa con il Poligrafico e Zecca dello Stato ed all’utilizzo dell’infrastruttura della Carta d’Identità Elettronica (Cie). Con l’Associazione Bancaria Italianasi stanno invece definendo le migliori strategie per collegare la Cie all’infrastruttura informatica del sistema bancario, consentendo alla stessa di essere utilizzata come strumento di pagamento.

“Il progetto, per quanto ambizioso, risulta essere ancora più ampio, infatti, grazie alle avanzate tecnologie dispiegate, la Cie oltre ai tradizionali servizi di Codice Fiscale, Tessera Sanitaria e Carta d’Identità, potrà sostituire anche la patente, la carta di circolazione e potrà essere utilizzata per l’identificazione e l’accesso a mostre ed eventi”, puntualizza Villarosa.

È pronto un intervento normativo che avvierà il collegamento dei database pubblici e la possibilità di accedere ad ogni servizio della PA con il supporto della Cie.

Il mercato dell’e-payment

La strategia del governo viene delineata in un momento d’oro per l’e-payment. Secondo il “World Payments Report 2019” di Capgemini, il mercato mondiale dei pagamenti digitali cresce del 14% anno su anno, trainato soprattutto dall’Asia (+32%) e dai Paesi in via di sviluppo. Si stima che verranno raggiunti i 1.046 miliardi di transazioni non-cash a livello globale entro il 2022, equivalenti a un tasso composto di crescita annuale del 14%.

In Italia, rileva l’Osservatorio Mobile Payment & Commerce della School of Management del Polimi, la spesa arriverà a 125 miliardi di euro nel 2021. Nel 2018 boom degli acquisti di prossimità tramite smartphone: sono oltre 15,6 milioni le transazioni con una spesa annua pro capite di 500 euro. Boom degli acquisti di prossimità tramite smartphone: sono oltre 15,6 milioni le transazioni con una spesa annua pro capite di 500 euro.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 4