INNOVAZIONE

Fintech sostenibile e customer centric: Cbi si allea con Almawave

Al centro della collaborazione lo sviluppo di una soluzione basata sugli “alternative data” che consente di analizzare informazioni funzionali a migliorare la comprensione del cliente e parametri utili a una più efficace gestione operativa, anche in ottica Esg

Pubblicato il 21 Dic 2022

Federica Meta

Giornalista

Foto di Liliana Fratini Passi

Cbi spinge sull’innovazione del sistema bancario e si allea con Almawave. La società ha sottoscritto una partnership in ambito fintech con la società del gruppo Almaviva che sviluppa sistemi di intelligenza artificiale per sviluppare una soluzione in grado di venire incontro ai bisogni dell’utente ma anche dei player bancari.

“Cbi e Almawave aprono le porte ai nuovi paradigmi open finance per consentire ai Prestatori di Servizi di Pagamento di utilizzare agevolmente servizi fintech caratterizzati da elevata complessità tecnologica – spiega il direttore generale di Cbi, Liliana Fratini Passi – Lo sviluppo di partnership di valore, quale quella con Almawave, mette a disposizione dell’industria finanziaria un patrimonio esperienziale importante, basato sulla collaborazione per una migliore competizione, che consente la creazione di un nuovo paradigma del ‘fare banca’ sempre più innovativo e sostenibile”.

L’obiettivo dell’accordo

Al centro della collaborazione tra Cbi e Almawave lo sviluppo di una soluzione di Alternative Data per Smart Lending ovvero l’offerta di nuovi servizi fintech a banche ed istituti di credito italiani, attraverso l’impiego degli alternative data, forniti da The Data Appeal Company, società del gruppo Almawave.

Disponibili accedendo a molteplici sorgenti digitali, alle informazioni presenti online e ricorrendo ad avanzati algoritmi di Intelligenza Artificiale, gli alternative data consentono di di analizzare informazioni funzionali a migliorare la comprensione del cliente e parametri utili a una più efficace gestione operativa.

“La partnership con Cbi consente di facilitare l’introduzione delle soluzioni del nostro Gruppo nel mercato delle banche italiane e di fare importanti passi in avanti verso un modello di istituto bancario sempre più digitale, data driven e sostenibile – sottolinea Valeria Sandei, Ad di Almawave – Questa partnership, com’è nella mission di Almawave, punta infatti a rendere maggiormente tangibile il potenziale dell’Intelligenza Artificiale nel quotidiano delle persone e se da un lato consentirà alle banche, mediante l’analisi dei dati, di comprendere meglio la situazione e i bisogni dei clienti, dall’altro permetterà di offrire ai clienti stessi prodotti migliori ed efficaci, riducendo anche il time to market”.

Alternative data, a cosa servono

I dati forniti agli intermediari finanziari, e in costante aggiornamento, permettono alla banca, ad esempio, di disporre di una serie di indicatori estremamente utili nel processo di analisi del merito creditizio dei singoli clienti. Il tutto nel pieno rispetto di privacy e normative.

Tutto ciò unitamente all’esperienza in ambito Fintech di Cbi, che con la soluzione internazionale “Cbi Globe” è in grado di consentire ai player del settore di raggiungere, tramite un’unica connessione, il mercato bancario domestico ed i principali hub internazionali. Nel suo ruolo di industry utility, da oltre 25 anni Cbi supporta l’industria finanziaria italiana nelle attività di digitalizzazione dei servizi finanziari, contribuendo ad ampliare il livello di integrazione ed efficienza nel mercato dei pagamenti nel nostro Paese abilitando nuove opportunità di business in ambito Open Finance e Data Economy.

Nuovi servizi a valore aggiunto per l’Open Finance

La collaborazione con Almawave è il tassello di un mosaico più ampio che vede Cbi impegnata a modellare nuovi servizi a valore aggiunto in logica open finance.

“Stiamo modellando nuovi servizi a valore aggiunto, oltre a investire ancora in innovazione e competenze digitali”, puntualizza Fratini Passi. Fanno parte di questo filone servizi offerti da Cbi come il Check Iban e il Check Iban cross border, che consentono di verificare in tempo reale le coordinate bancarie di una controparte anche al di fuori dell’Italia.

A questi si aggiungono altri servizi come il Name Check, che consente una verifica real time delle coordinate bancarie, partendo dal nome e dalla denominazione sociale di un soggetto anche quando non sono disponibili la partita iva o il codice fiscale. Altro esempio è il servizio Smart Onboarding, che aiuta i prestatori di servizi di pagamenti e di servizi aziendali a raccogliere informazioni sui clienti finali, previo il loro consenso. Nello specifico questo servizio, sviluppato da Cbi, consente di ottenere immediatamente determinate informazioni su un utente, fornite da quelle banche con cui lui intrattiene un rapporto di conto corrente (per esempio i dati anagrafici, l’email, l’indirizzo Pec o i recapiti telefonici). “Inoltre è stato fatto un investimento da parte di Cbi sulla tecnologia cloud che oggi sta trasformando il settore tecnologico – evidenzia Fratini Passi – Una nuova architettura informatica, Cbi Hub Cloud, consentirà infatti il passaggio al cloud delle infrastrutture tecnologiche di Cbi che gestiscono oggi tutte le operazioni di pagamento e incasso multibanca tra le aziende italiane e verso la pubblica amministrazione”.

Gli obiettivi Esg

Cbi ha inoltre avviato un percorso di analisi con l’obiettivo di valutare il proprio posizionamento e identificare comportamenti virtuosi in tema di sostenibilità, anche considerando il proprio ruolo di industry utility e al valore che questo progetto potrebbe apportare per l’intera industria finanziaria.

“Per citare il famoso pilota automobilistico e imprenditore Enzo Ferrari: “il futuro è sempre nelle mani di chi sa anticiparlo”, è fondamentale prevedere e realizzare le esigenze future attraverso una costante ricerca e innovazione. E Cbi fa tutto questo”, conclude Fratini Passi.

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