Intelligenza artificiale, nelle banche a rischio 200mila posti di lavoro - CorCom

L'ANALISI

Intelligenza artificiale, nelle banche a rischio 200mila posti di lavoro

Report Wells Fargo: in 10 anni taglio del 10% dei dipendenti. Call center, back office e filiali i più colpiti dall’introduzione di nuove tecnologie. “Il più grande trasferimento di risorse dal lavoro al capitale”

02 Ott 2019

L. O.

I robot distruggeranno 200mila i posti di lavoro nel settore bancario. Emerge dal rapporto di Wells Fargo, multinazionale statunitense di servizi finanziari, secondo cui nei prossimi 10 anni i sistemi di Intelligenza artificiale “determineranno il più grande trasferimento di risorse dal lavoro al capitale”. 

Il taglio rappresenta, secondo lo studio – un rapporto di 225 pagine – oltre il 10% dei posti di lavoro complessivi del settore e spianerebbero la strada a una “età dell’oro dell’efficienza bancaria”. “Finora il matrimonio banche-tecnologia è stato tumultuoso, ma finalmente le cose stanno andando per il verso giusto”, annota la società di analisi.

Back office, filiali e call center i settori più colpiti. Il numero complessivo di dipendenti di questi settori potrebbe scendere di una quota tra il 20 e il 30%, dice l’analisi. I maggiori risparmi si verificheranno nelle banche più grandi poiché “la tecnologia è un game changer per l’economia di scala”.

Le singole banche prevedono di sostituire migliaia di posti di lavoro con le macchine. In particolare l’amministratore delegato di Citigroup Mike Corbat ha affermato che potrebbero essere sostituite “decine di migliaia” di persone che lavorano nei call center, mentre l’ex capo della Deutsche Bank John Cryan già nel 2017 aveva previsto che metà della forza lavoro della banca, 97mila persone, avrebbero dovuto lasciare l’azienda.

Banche e tecnologie, vantaggi economici

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In particolare la ricerca mette sotto la lente l’impatto della tecnologia nel mercato bancario statunitense. L’intelligenza artificiale potrebbe ridurre i costi di elaborazione dei mutui dal 10 al 20%, mentre i big data consentirebbero un “marketing più chirurgico” così come l’adozione di cloud computing potrebbe produrre risparmi significativi. “Le banche spendono di più in tecnologia rispetto a qualsiasi altro settore (circa 150 miliardi di dollari all’anno): quindi punta a valorizzare al massimo la spesa”.

I tagli invertirebbero una tendenza in gran parte ininterrotta nella creazione di posti di lavoro nel settore bancario statunitense. I dati della Federal Deposit Insurance Corporation mostrano che il personale si è ridotto “solo” di 16 volte dal 1935 e mai per più di 55mila unità in un solo anno. “Non hanno scelta”, dice il rapporto: “Il settore bancario sta registrando una crescita più lenta rispetto al passato. Non ci sono molte altre leve da utilizzare”.

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