L'INIZIATIVA

Visa nel Fintech District, spinta ai servizi di epayment di nuova generazione

L’azienda punta a supportare la crescita dell’ecosistema italiano. Intelligenza artificiale, digitale, criptovalute, servizi finanziari, consumer behavior e cybersicurezza le aree su cui si concentrerà il lavoro insieme con le startup e le società del distretto

Pubblicato il 23 Gen 2023

Patrizia Licata

giornalista

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Promuovere e facilitare, insieme ai partner fintech, lo sviluppo di tecnologie e soluzioni finanziarie più inclusive e accessibili per tutti: con questo obiettivo Visa è entrata a far parte del Fintech District, la community internazionale di riferimento per il panorama fintech e insurtech italiano.

L’azienda dei pagamenti ha stretto una partnership con il distretto per “contribuire all’evoluzione dell’ecosistema fintech in Italia e favorire l’innovazione e lo sviluppo della prossima generazione di soluzioni di pagamento, in grado di migliorare la vita di consumatori, aziende e comunità”, come si legge in una nota. “Visa è da sempre sulla frontiera dell’innovazione grazie a una rete aperta che collega ben 14.900 istituzioni finanziarie e fintech in oltre 200 Paesi e oltre 80 milioni di punti vendita”.

Intelligenza artificiale, digitale, criptovalute, servizi finanziari, consumer behavior e cybersicurezza sono tra le aree in cui continuerà a concentrarsi il lavoro di Visa insieme alle startup e alle società che ruotano intorno al Fintech District.

La collaborazione con il Fintech district

“Lo scenario dei pagamenti è in continua evoluzione e, quando si parla di innovazione, le fintech sono sempre in prima linea”, afferma Eva Ruiz, Head of fintech Southern Europe di Visa. “Visa è da tempo attiva nel panorama fintech con una serie di programmi che ne supportano la crescita e con un approccio “aperto” alla nostra rete, che permette loro di trarre vantaggio dalla scala globale, dalle tecnologie e dalle performance di sicurezza di Visa. La partnership con Fintech district ci permetterà di espandere ulteriormente il nostro network in Italia, dandoci la possibilità di collaborare con numerose realtà leader del panorama fintech italiano e di fare la nostra parte per contribuire alla crescita del settore”.

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Nella nostra community sono presenti oltre 250 aziende fintech e alcune di queste negli ultimi anni si sono distinte nel mondo dei pagamenti proponendo nuovi modelli che hanno letteralmente rivoluzionato il mercato”, commenta Clelia Tosi, Head of Fintech District. “Siamo certi che il dialogo diretto con un player come Visa darà un ulteriore boost al settore per la creazione di soluzioni in grado di soddisfare le aspettative sempre più evolute dei consumatori. Per noi è motivo di orgoglio vedere Fintech district continuare a crescere ed attrarre partner internazionali di primo piano come Visa. Il nostro obiettivo è favorire il dialogo per la nascita di progetti di open innovation. La collaborazione tra fintech e incumbent si conferma infatti la chiave per l’evoluzione dei servizi finanziari”.

Visa a supporto dell’ecosistema fintech

Fra le iniziative di Visa nel settore c’è il programma “Fintech Fast Track”, che ha aiutato finora un centinaio di fintech europee ad accedere al sistema dei pagamenti in qualità di partecipanti diretti, consentendo loro di fornire ai propri clienti prodotti e servizi migliori, tra cui una serie di nuove soluzioni di pagamento.

Un’altra iniziativa è il Fintech Partner Connect, programma che fornisce alle istituzioni finanziarie e agli esercenti una suite di funzionalità avanzate, combinando le competenze e le soluzioni Visa con quelle di partner fintech. Per esempio, sul fronte della sostenibilità, Visa collabora con ecolytiq, il suo primo partner fintech in tale ambito.

Tra gli ultimi ingressi nel Fintech Partner Connect c’è Switcho, membro della community del Fintech District, che ha sviluppato l’omonima app per aiutare i propri utenti, tra cui Pmi e professionisti, ad analizzare le spese ricorrenti.

L’offerta di servizi finanziari non è più riservata solo alle entità regolamentate e ciò è possibile grazie al Banking as a Service, che ha aperto sempre più opportunità fintech, consentendo a soggetti diversi dalle istituzioni finanziarie di integrare la propria offerta con servizi quali una carta o un conto bancario, ma anche pagamenti istantanei o proposte di prestito migliorate grazie all’open banking, aggiunge Eva Ruiz. “Lavoriamo in tutti i settori verticali nel mondo del fintech, tra cui criptovalute, Buy now pay later, open banking, pagamenti B2B, non limitandoci all’emissione delle credenziali di pagamento, ma includendo anche l’abilitazione di soluzioni innovative nel campo dell’accettazione”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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