SCENARI

Green skills sempre più decisive per farsi assumere nel mondo Ict

Secondo le rilevazioni di Unioncamere e Anpal, in pole ingegneri elettronici e tlc, ma anche gestori di reti e sistemi telematici dotati di competenze “verdi”. Cresce l’offerta di lavoro

22 Apr 2022

Veronica Balocco

Le competenze green sono decisive ai fini dell’assunzione di ingegneri elettronici e in telecomunicazioni (64,5%), tecnici gestori di reti e di sistemi telematici (57,8%). Ad affermarlo è l’ultima edizione del volume “Le competenze green” del sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Anpal, realizzata in collaborazione con il centro studi delle Camere di commercio “G. Tagliacarne”. 

Il report evidenzia che il 2021 ha registrato il recupero degli investimenti delle imprese nella green economy: il 24,3% delle aziende dell’industria e dei servizi ha investito in tecnologie e prodotti green (+3 punti percentuali rispetto al 2019) e il 52,5% ha investito in competenze green, ripristinando la dinamica positiva che si osservava prima della pandemia. Questi risultati sottolineano l’impegno delle imprese verso la transizione green, fattore ancor più strategico oggi per superare le fortissime tensioni nel campo energetico dell’approvvigionamento delle materie prime per la guerra in Ucraina.

In questo quadro, l’attitudine al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale si conferma come un requisito di base per entrare nel mercato del lavoro: nel 2021 le imprese hanno richiesto al 76,3% delle assunzioni programmate – pari a oltre 3,5 milioni di posizioni – competenze green, e nel 37,9% dei casi con un grado di importanza per la professione elevato.

Requisito strategico per tutti i livelli di istruzione

Secondo il report, la domanda di competenze per la transizione verde pervade l’intera economia, sebbene con diversi gradi di intensità. Inoltre, il possesso di competenze verdi è strategico per tutti i livelli di istruzione: si osservano le richieste maggiori per la formazione tecnica superiore (è necessaria la green skill per l’88,2% delle entrate con Its) e i laureati (82,7%), ma anche per chi consegue una qualifica e/o un diploma professionale o un titolo di studio di livello secondario l’attitudine al risparmio energetico e sensibilità ambientale è un requisito importante per entrare nel mondo del lavoro (domandato rispettivamente al 79,3% e al 76,6% delle entrate del livello di istruzione).

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Gli indirizzi di laurea a cui è associata una domanda della green skill di grado elevato superiore alla media – pari al 45,5% – sono l’indirizzo agrario, agroalimentare e zootecnico (competenze green elevate richieste al 74,7% dei laureati), ingegneria civile ed architettura (61,5%), ingegneria industriale (55,9%) e statistica (54%).

I risultati del sistema informativo Excelsior evidenziano, inoltre, che il mismatch cresce all’aumentare dell’intensità dell’importanza con cui sono richieste le competenze green. Nello specifico, si rileva una difficoltà di reperimento delle competenze green per il 33,8% delle entrate, quota che arriva al 36,9% quando sono necessarie con elevato grado di importanza.

Previsti 1,6mln di contratti per veri e propri green jobs

Oltre alle competenze green diffuse, il sistema Excelsior mette in evidenza le assunzioni programmate dalle imprese per le professioni caratteristiche della green economy. Nel 2021 sono stati previsti dalle imprese 1,6 milioni di contratti per veri e propri green jobs, pari al 34,5% del totale delle entrate, ritornando ai livelli pre-pandemia registrati nel 2019. Rientrano tra green jobs i tecnici del risparmio energetico e delle energie rinnovabili, il responsabile delle vendite di prodotti verdi, l’analista e progettista di green software, l’esperto legale ambientale.

I settori dell’industria – che assorbono in misura maggiore i profili coinvolti attivamente nella produzione e nello sviluppo di tecnologie e processi della green economy – evidenziano un’incidenza di green jobs maggiore (68,6%) rispetto ai servizi (20,9%).

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