I RISULTATI FINANZIARI

Eurotech, bilancio in chiaroscuro: la carenza di chip pesa sui conti

Segnali di ripresa nel quarto trimestre 2021, ma l’Ebitda è negativo a causa di costi non ricorrenti e delle spese extra dovute allo shortage di componenti. Per quest’anno previsioni di crescita a doppia cifra

Pubblicato il 16 Mar 2022

Industria 4.0 Mise Macchinari innovativi

Il 2021 è stato un anno difficile ma si è chiuso in crescendo per Eurotech, multinazionale specializzata nella progettazione e nello sviluppo di Edge computer e soluzioni di Internet of Things, che fornisce a system integrator e aziende. A evidenziarlo sono il consolidato e il progetto di bilancio di esercizio per il 2021, che sono stati approvati dal consiglio d’amministrazione. Dai conti emerge come il chip shortage e più in generale la difficoltà di reperimento dei componenti abbia impedito alla società di registrare una crescita dei rivavi nell’arco dei dodici mesi, nonostante un trend in ripresa nell’ultimo quarto dell’anno. A motivare l’Ebitda negativo sono – si legge in una nota – l’effetto di costi non ricorrenti e i costi extra dovuti allo shortage di componenti, insieme alla mancata attivazione della leva operativa. Per il 2022 le prospettive sono però quelle di una crescita a doppia cifra, con un backlog di inizio anno nel 2002 doppio rispetto al 2021.

Analizzando i dati finanziari approvati dal Cda, la società ha registrato nel 2021 ricavi consolidati a 63,1 milioni di euro, con un -5,5% rispetto al 2020 a cambi costanti. Il primo margine consolidato si attesta a 29,5 milioni e 46,7% dei ricavi, mentre l’ebitrda consolidato è negativo per 2,7 milioni di euro, contro i +6,6 milioni del 2020. I costi non ricorrenti vengono quantificati a 2,4 milioni di euro, dovuti al cambio di amministratore delegato e alla  riorganizzazione delle risorse del Gruppo. L’Ebit consolidato è a -7,6 milioni di euro, e il risultato netto di Gruppo è negativo per 10,4 milioni, contro i +0,1 milioni di fine 2020. La posizione finanziaria conta a fine 2021 su una cassa netta di 6,2 milioni di euro, contro gli 8,6 di fine 2020.

Il Nord America ha generato un fatturato pari al 43% del totale (dodici mesi 2020: 36%) seguito dal Giappone con il 32% (nei dodici mesi del 2020 era al 35%), mentre l’area europea rappresenta il restante 18% (dodici mesi 2020: 24%).

L’area europea è quella che maggiormente ha subito una contrazione del fatturato, spiega Eurotech, principalmente per effetto della mancata compensazione del business nelle auto autonome di livello 5, terminato dal cliente a seguito del brusco riposizionamento strategico degli investimenti verso l’elettrificazione avvenuta in fase Covid.

“Malgrado il perpetuarsi della pandemia con diversi lock-down, nel corso del 2021 non abbiamo riscontrato rallentamenti nella nascita di nuove opportunità per progetti IoT e nella raccolta ordini dal nostro parco clienti – spiega la società in una nota – Eurotech, infatti, ha fatto registrare nell’anno un deciso incremento del portafoglio ordini, che senza lo shortage dei componenti avrebbe permesso di registrare nel 2021 una crescita del fatturato a cambi costanti del 5-7% rispetto all’anno precedente”.

Ad accelerare di più nel corso del 2021 è stato l’ordinato nel settore smart agriculture negli Usa, nel settore dei macchinari per semiconduttori in Giappone, e nel settore ferroviario in Europa, con ordini non consegnati causa irreperibilità dei componenti elettronici che  ammontano a circa 7 milioni di euro, la metà dei quali è stata riprogrammata per il 2022 e l’altra metà ripianificata per il 2023.

“Per mitigare parzialmente il problema dello shortage di componenti elettronici, che di sicuro si protrarrà nel 2022, oltre all’aumento dei prezzi di vendita sono state attivate due ulteriori iniziative che produrranno effetti nei prossimi mesi – spiega ancora Eurotech – da un lato, la riprogettazione di alcuni sistemi per utilizzare componenti alternativi più facilmente reperibili e/o meno costosi. Dall’altro, la riorganizzazione della supply chain sui prodotti più standard e con volumi più elevati, dando forecast e ordini a più lungo raggio (12-24 mesi) ai fornitori.

“Guardando al 2022 – scrive nella lettera agli azionisti il ceo Paul Chawla – ci aspettiamo un anno di transizione e di ritorno alla crescita. Con la riorganizzazione che procede bene, ora dobbiamo mettere in atto la nostra nuova strategia. Il nostro business embedded continua a sostenerci, e stiamo vedendo anche i progetti IoT vinti due anni fa che iniziano a crescere in modo consistente. Con una struttura di go-to-market più robusta, siamo ora concentrati sulla creazione e sviluppo di una sana pipeline di nuove opportunità di business nei mercati per i quali è prevista una crescita a due cifre nei prossimi 5 anni. Con un backlog decisamente buono già dopo i primi due mesi del 2022, il nostro obiettivo è quello di tornare a un utile positivo entro la fine dell’anno”.

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