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INDUSTRIA 4.0

“Aggiornare welfare e diritti”, la ricetta di Poletti per la gig economy

Il ministro analizza l’impatto dell’economia digitale sull’occupazione: “Dobbiamo cogliere le opportunità del futuro, definendo un quadro aggiornato di tutele”. Alternanza scuola-lavoro centrale per la formazione di qualità

17 Lug 2017

F.Me

Aggiornare diritti e welfare per l’Industria 4.0. Lo ha detto il minsitro del Lavoro, Giuliano Poletti, intrevistato dalla rivista Sviluppo&Organizzazione, nella quale ha analizzato il nuovo paradigma produttivo imposto dalla rivoluzione digitale che sta trasformando le aziende: “La diffusione dell’innovazione crea nuove figure professionali e richiede competenze aggiornate. Diventa quindi essenziale l’orientamento e l’armonizzazione tra conoscenza e lavoro con percorsi di studi e di formazione più vicini al lavoro che cambia”.

Poletti si è soffermato sulla nascita di nuove professioni e dei diritti da aggiornare: “Serve intervenire sul tema dei lavori creati da piattaforme e da algoritmi cogliendone gli aspetti positivi per i consumatori, ma salvaguardando l’imprescindibile esigenza di garantire a tutti un lavoro dignitoso”. E sulla presenza di robot in fabbrica e il conseguente rapporto con i lavoratori, il ministro ha detto: “Dobbiamo cogliere le opportunità del futuro, definendo un quadro aggiornato di tutele, ma senza lasciare indietro i lavoratori di oggi. Dobbiamo agire per diminuire le disuguaglianze e promuovere una relazione positiva tra condizione umana e innovazione tecnologica, con politiche coordinate a livello internazionale, per evitare il dumping sociale”.

Poletti ha rivendicato gli interventi volti a dare nuovo slancio all’occupazione, ricordando come “resta una priorità dell’Esecutivo favorire un incremento dei posti di lavoro”. Per esempio attraverso l’alternanza scuola-lavoro “promuovendo la migliore relazione tra istruzione e lavoro, favorendo un contatto diretto tra studenti e imprese”.Il rappresentante dell’Esecutivo.

Il governo apre il cantiere Lavoro 4.0: nei giorni scorsi il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha annunciato un piano contro la disoccupazione tecnologica. Salvaguardare l’occupazione nelle produzioni a più alta automazione “è la grande questione dei nostri tempi”, ha precisato Calenda. “Sappiamo che la tecnologia da sola non costruisce innovazione sostenibile. Con Poletti e Fedeli stiamo lavorando per presentare un piano alla cabina di regia di settembre e inserire le prime norme in legge di bilancio”, ha dichiarato il Ministro al Sole 24 ore.

“Globalizzazione e innovazione tecnologica ridisegnano da secoli la mappa del lavoro, normalmente il risultato finale è positivo, ma durante il percorso si possono creare fratture profonde tra vincitori e vinti. Il problema è che negli ultimi cinquant’anni questi processi hanno anche preso una velocità incredibile, rendendoli difficili da comprendere figuriamoci da governare. Anche per questo il secondo capitolo di industria 4.0, dopo quello su investimenti e competenze, sarà interamente dedicato al lavoro 4.0”.

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