Apple, zero lavoro minorile nelle fabbriche degli iPhone - CorCom

IMPRESA RESPONSABILE

Apple, zero lavoro minorile nelle fabbriche degli iPhone

Migliora la compliance (93%) al Codice di condotta per i fornitori. Nel 2020 sono 9 i casi di violazioni gravi contro 17 nel 2019, per lo più relative a orari di lavoro iper-estesi. Ma la trasparenza non è al 100%

01 Giu 2021

Patrizia Licata

giornalista

Apple ha pubblicato il report annuale sul suo impegno per i diritti dei lavoratori e la sostenibilità ambientale nelle fabbriche che assemblano gli iPhone e gli altri suoi prodotti. Negli anni passati l’azienda di Cupertino è finita nell’occhio del ciclone per lo sfruttamento del lavoro minorile da parte di alcuni suoi fornitori. La Mela ha deciso di conseguenza di intensificare i controlli e redigere uno studio sulla trasparenza della supply chain.

L’azienda riportato per il 2020 zero casi di lavoro minorile nelle fabbriche dei contractor e una riduzione delle violazioni gravi del Codice di condotta dei fornitori di Apple. Il documento sulla responsabilità d’impresa copre numerose aree, dal trattamento dei lavoratori al rispetto delle norme anti-Covid.

L’azienda californiana ha comunque rilevato diverse violazioni del suo Codice di condotta da parte dei fornitori, per esempio il mancato rispetto dell’orario massimo di lavoro (non oltre 60 ore settimanali e con straordinari solo su base volontaria). Inoltre Apple non ha fornito gli indirizzi delle fabbriche dei fornitori nella sua lista aggiornata dei contractor, un’informazione che ha invece svelato negli scorsi report.

Eseguiti oltre 1.100 controlli sui fornitori

Secondo quanto scrive Bloomberg nel 2020 Apple ha condotto 1.121 controlli in 53 Paesi, coprendo fornitori di componenti e assemblatori e smaltitori dei suoi prodotti. L’azienda degli iPhone ha intervistato 57.618 lavoratori per verificare che la loro esperienza combaciasse con quanto riferito dai manager e ha provveduto a risentirli per accertarsi che non avessero subito ripercussioni sul posto di lavoro. Apple ha anche condotto 100 controlli senza informarne preventivamente il fornitore.

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Anche se non ha portato alla luce alcun caso di lavoro minorile nel 2020 (ne aveva invece scoperto uno nel 2019), Apple ha trovato che uno dei fornitori, Pegatron, aveva violato il suo Codice di condotta fornendo una classificazione non corretta dei lavoratori in un programma per studenti e falsificando documenti per nascondere le violazioni. Apple ha scoperto, per esempio, che gli studenti venivano fatti lavorare anche di notte e oltre l’orario di lavoro.

Cupertino ha sospeso le nuove attività che erano in avvio con l’assemblatore cinese di iPhone, almeno finché non saranno risolte tutte le violazioni. Apple si è così definitivamente dissociata dalla condotta di Pegatron, a lungo accusata di abusi sui lavoratori.

Nove violazioni gravi nel 2020

Nel report di Apple si legge anche che nel 2020 l’azienda ha rifiutato l’8% dei potenziali fornitori – sia nuovi che partner esistenti che hanno costruito nuovi impianti produttivi – per problemi di compliance. L’adeguamento all’orario di lavoro previsto dal suo Codice di condotta è stato rispettato nel 93% dei casi.

Le violazioni gravi al Codice scoperte da Apple sono scese a nove nel 2020, contro 17 nel 2019 e ben 48 nel 2017. Sette dei casi rilevati lo scorso anno riguardano il non rispetto dell’orario massimo di lavoro e la falsificazione di dati sui lavoratori, mentre gli altri due casi fanno riferimento al mancato rispetto delle norme sulla sostenibilità ambientale delle fabbriche.

Corsi online sui diritti dei lavoratori

Apple ha erogato corsi di formazione sui diritti sul lavoro a 21,5 milioni di dipendenti dei suoi fornitori dal 2008 a tutton il 2020.

Bloomberg riferisce anche che Apple ha tagliato ogni relazione commerciale con il fornitore cinese Ofilm group, sospettato di legami con un programma del governo di Pechino che trasferisce le minoranze etniche dallo Xinjiang ad altre regioni del Paese per fornire manodopera.

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