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IL DECRETO

Call center, si cambia: stop alle gare al massimo ribasso

Emanato il decreto che fissa i nuovi parametri. Nuove retribuzioni per i lavoratori. Deroghe solo in casi eccezionali

29 Dic 2017

Federica Meta

Giornalista

Stop gare al massimo ribasso e giusta retribuzione per i lavoratori dei call center. Il ministero del Lavoro ha emanato il decreto che fissa i minimi per il costo del lavoro: il prezzo deve oscillare tra i 0,3966 euro di un lavoratore di secondo livello – il primo livello nel contratto delle Tlc non è contemplato – e i 0,5017 del quinto livello.  Non sarà dunque più possibile mettere in piedi gare per l’affidamento di servizi di customer care che vadano al di sotto di questi parametri.

La firma del Decreto giunge al termine di un confronto aperto e costruttivo con le Parti sociali di settore che ha reso possibile stabilire il costo del lavoro medio per i lavoratori dipendenti occupati nel settore dei call center, individuando così il costo medio di riferimento in funzione dei futuri affidamenti da parte di amministrazioni aggiudicatrici ed enti aggiudicatori di servizi di call center, così come previsto dal Codice dei contratti pubblici e dall’articolo 24-bis del Decreto-legge n. 83 del 2012.

Deroghe a questi parametri sono consentite solo nel caso in cui l’azienda goda di eventuali benefici; nel caso di oneri derivanti dall’applicazione di eventuali accordi integrativi aziendali (ticket, mensa,  premi, indennità, ad esempio); oneri  a valle di interventi relativi a infrastrutture, attrezzature, macchinari.

“Si tratta di uno straordinario passo avanti  – commenta a CorCom Fabio Gozzo della Uilcom – Finalmente si fissano dei criteri di riferimento che contribuiranno a fare dell’efficienza, dell’organizzazione del lavoro e della qualità i punti chiave delle gare, non considerando più il basso costo del lavoro l’unico paramentro considerato”.

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