Digital skill, parte anche in Italia Open P-Tech di Ibm - CorCom

L'INIZIATIVA

Digital skill, parte anche in Italia Open P-Tech di Ibm

Big Blue annuncia la disponibilità nel nostro Paese della piattaforma di formazione gratuita per l’apprendimento delle competenze digitali. I percorsi di istruzione sono aperti agli studenti, dai 14 ai 20 anni, e danno accesso a moduli su intelligenza artificiale, cloud, cybersecurity e design thinking

03 Nov 2020

Domenico Aliperto

Ibm annuncia la disponibilità anche in Italia di Open P-Tech, una piattaforma di formazione gratuita per l’apprendimento delle digital skill. Il programma fornisce agli educatori e agli studenti, dai 14 ai 20 anni, accesso a percorsi di istruzione in competenze tecnologiche relative ad Ai, cloud e cybersecurity, e a competenze professionali, come il Design Thinking.

Il progetto si inserisce nel quadro delle iniziative che Ibm, in Italia e nel mondo, sta realizzando per fornire, in ottica di ecosistema, un supporto concreto per accompagnare le nuove generazioni verso competenze maggiormente allineate al mondo del lavoro e, allo stesso tempo, fornire a chi ha la necessità di un aggiornamento continuo gli strumenti adeguati. Oltre a Open P-Tech, infatti, sono già attive la piattaforma Reignite Skillbuild, per il continous learning, e P-Tech “Esperti Digitali”, percorso di studi avviato a Taranto e giunto al suo secondo anno.

L’adesione al progetto del Miur

La piattaforma Open P-Tech permette agli studenti di acquisire i crediti formativi necessari per il loro percorso scolastico. Nell’ottobre 2016 Ibm ha infatti accettato l’invito del Miur ad aderire al progetto “Campioni per l’alternanza”. Questo progetto di alternanza scuola-lavoro, ora denominato Pcto (Percorso per le competenze trasversali e l’orientamento), al momento dell’emergenza coronavirus ha dovuto necessariamente essere rimodellato per poter permettere l’accesso ai ragazzi anche da remoto. In poche settimane, 240 studenti si sono già iscritti alla piattaforma per scegliere quei corsi che meglio si integrano con la loro formazione.

“La pandemia è stata un acceleratore della trasformazione tecnologica nel nostro Paese: nuove modalità di apprendimento dovranno consentirci di tenere il passo, anche a distanza, se vogliamo dotare le nuove generazioni delle competenze rilevanti per l’era digitale e per il mercato del lavoro”, dichiara in una nota Enrico Cereda, Presidente e Amministratore Delegato Ibm Italia. “Da un lato, si tratta di una sfida importante che possiamo affrontare solo in ottica di ecosistema, promuovendo una nuova e rinsaldata alleanza tra pubblico e privati, dall’altro rappresenta una grande opportunità per preparare al meglio il nostro capitale umano”.

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Antonello Giannelli, presidente Anp (Associazione nazionale dirigenti pubblici e alte professionalità della scuola), aggiunge: “Siamo convinti sostenitori dell’innovazione a scuola, tecnologica e metodologica, utile ad accompagnare gli studenti verso nuove competenze che permettano loro un ingresso agevolato nel mondo del lavoro” ha sostenuto. Per questa ragione favoriremo la conoscenza di Ibm Open P-Tech nelle scuole italiane, mettendone a conoscenza dirigenti scolastici e docenti perché gli studenti possano trarne vantaggio”.

Le caratteristiche della piattaforma

Open P-Tech amplifica l’opportunità di formazione del programma Ibm P-Tech rendendolo disponibile, potenzialmente, a tutti gli studenti del nostro Paese. Lanciato per la prima volta da Ibm nel 2011, il modello P-Tech (Pathways to Technology Early College High School) è stato già adottato in 220 scuole di 28 Paesi con la partecipazione di oltre 150.000 studenti e 600 partner aziendali. Dal 2019 è presente anche in Italia a Taranto, dove il 21 ottobre si è inaugurato il secondo anno del percorso, che vede impegnati 290 ragazzi di sei scuole del territorio.

Open P-Tech fornisce moduli online per studenti e insegnanti e permette loro di guadagnare un attestato digitale che certifichi le conoscenze acquisite. Sono disponibili 12 corsi su tecnologie emergenti come blockchain, intelligenza artificiale, cybersecurity e cloud computing e corsi su metodologie quali Agile e Design Thinking, atte ad accrescere le competenze professionali.

La piattaforma permette anche di rispondere all’esigenza delle scuole di essere in linea con il Clil (Content and Language Integrated Learning), che richiede l’insegnamento di alcune discipline non linguistiche in lingua straniera. Questa attività è obbligatoria in Italia per gli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori e degli istituti tecnici e per quelli del terzo e quarto anno dei licei linguistici. Entro la fine del 2020 alcuni corsi presenti sulla piattaforma saranno comunque disponibili anche in lingua italiana.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
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