Istruzione digitale: la scommessa dell'Europa e l'urgenza del cambiamento - CorCom

LA STRATEGIA 2021-2027

Istruzione digitale: la scommessa dell’Europa e l’urgenza del cambiamento

Un piano d’azione accompagnato dallo scambio di best practice fra tutti i Paesi Ue per porre le basi future. Fondamentale il coinvolgimento delle imprese per mettere a punto programmi formativi in linea con le esigenze del mercato. Approccio “resiliente” e “flessibile” per adeguarsi rapidamente alle sfide. Si riparte dalla scuola primaria e secondaria. Visione strategica di lungo periodo

10 Ago 2021

Mila Fiordalisi

Direttore

Alzare l’asticella della qualità nella formazione primaria e secondaria. Con l’obiettivo di dotare tutti i Paesi della Ue di quelle competenze necessarie per affrontare le sfide future. È questa la nuova missione dell’Europa, una missione “urgente” tenendo conto anche e soprattutto delle lacune che si sono aggravate con l’avvento della pandemia da Covid-19.

Appena annunciata la proposta di raccomandazione del Consiglio sull’apprendimento misto in cui il “mix” passa attraverso un approccio che allarga gli orizzonti della formazione includendo anche il mondo delle imprese per favorire quell’incontro fra domanda e offerta che si fa sempre più difficile soprattutto sul fronte delle competenze digitali. Un approccio improntato sulla “resilienza” e sulla “flessibilità”, con sistemi formativi più adeguati ad evolversi sulla base delle rinnovate esigenze.

“Si presenta ora l’opportunità di imparare dalle esperienze più recenti e progredire. La proposta odierna delinea una visione dell’istruzione che desideriamo in Europa, un’istruzione che sostiene gli obiettivi generali dello spazio europeo dell’istruzione e del piano d’azione per l’istruzione digitale volti a promuovere la qualità e l’inclusione, l’istruzione verde e digitale in tutta Europa – sottolinea la Commissaria Ue per l’Innovazione Mariya Gabriel -. La raccomandazione intende guidare gli Stati membri nel preparare in modo più efficace i loro sistemi di istruzione e migliorarne l’efficienza, a beneficio di alunni e studenti, delle loro famiglie e del personale didattico”.

E lo sviluppo delle competenze digitali non deve riguardare solo il mondo scolastico ma allargarsi alle famiglie per fare in modo che tutta la società possa migliorare le proprie conoscenze e sfruttare appieno le opportunità che si aprono con la connettività a banda ultralarga e i servizi di nuova generazione basati sul digitale. A tal proposito l’Europa punta molto sugli scambi fra Paesi per spingere l’adozione di best practice e accelerare sulla programmazione, in particolare nell’ambito del Piano d’azione per l’istruzione digitale 2021-2027. I numeri parlano chiaro: meno del 40% degli educatori si sente pronto a utilizzare le tecnologie digitali nell’insegnamento, con ampie differenze all’interno dell’Ue, emerge da uno studio Ocse. Più di un terzo dei giovani di 13 e 14 anni che hanno partecipato allo studio internazionale sull’alfabetizzazione informatica e dell’informazione (Icils) nel 2018 non possedeva il livello di competenza più elementare in materia di competenze digitali. E secondo Eurostat un quarto delle famiglie a basso reddito non dispone di computer e dell’accesso alla banda larga, con forti differenze all’interno dell’Ue in funzione del reddito.

Cos’è il piano d’azione per l’istruzione digitale

Il piano d’azione per l’istruzione digitale (2021-2027) offre una visione strategica a lungo termine per un’istruzione digitale europea di alta qualità, inclusiva e accessibile. Due gli obiettivi principali: promuovere lo sviluppo di un ecosistema altamente efficiente di istruzione digitale e migliorare le competenze e le abilità digitali per la trasformazione digitale.

Riguardo all’ecosistema la sfida passa attraverso le infrastrutture ad alta connettività e le tecnologie di nuova generazione, pilastri per un sistema formativo che deve sviluppare capacità e competenze digitali di base sin dall’infanzia con l’obiettivo di un’alfabetizzazione digitale diffusa, compresa la lotta alla disinformazione. Di base l’insegnamento dell’informatica ma l’Europa punta anche su una buona conoscenza e comprensione delle tecnologie ad alta intensità di dati, come l‘intelligenza artificiale, competenze digitali avanzate, per disporre di un numero maggiore di specialisti del digitale e un abbattimento del gender gap facendo in modo che le ragazze e le giovani donne siano equamente rappresentate negli studi e nelle carriere digitali.

“La trasformazione digitale ha trasformato la società e l’economia, con ripercussioni sempre più profonde sulla vita quotidiana. Tuttavia, fino alla pandemia di Covid-19, il suo impatto sull’istruzione e sulla formazione è rimasto molto più limitato. La pandemia ha dimostrato che è essenziale disporre di un sistema di istruzione e formazione adatto all’era digitale. E ha fatto emergere la necessità di livelli più elevati di capacità digitale nell’istruzione e nella formazione, ma ha anche amplificato una serie di sfide e disuguaglianze esistenti tra chi ha accesso alle tecnologie digitali e chi ne è privo, compresi quanti provengono da contesti svantaggiati”, si legge nella pagina del sito Ue dedicata al Piano d’azione.

L’impatto del Covid-19 sull’istruzione

Da luglio a settembre 2020 la Commissione ha svolto una consultazione pubblica per raccogliere le opinioni e le esperienze di cittadini, istituzioni e organizzazioni del settore pubblico e privato sull’impatto della pandemia di Covid-19 sull’istruzione e la formazione, il relativo passaggio all’apprendimento a distanza e online e la loro visione per il futuro dell’istruzione digitale in Europa.  Dalla consultazione pubblica è emerso che quasi il 60% degli intervistati non aveva utilizzato l’apprendimento a distanza e online prima della crisi; il 95% ritiene che la crisi causata dalla pandemia rappresenti un punto di non ritorno per il modo in cui la tecnologia viene utilizzata nell’istruzione e nella formazione; gli intervistati hanno affermato che le risorse e i contenuti didattici online devono essere più pertinenti, interattivi e di facile utilizzo e non dipendere dalle risorse finanziarie di una città o di un comune; oltre il 60% ritiene di aver migliorato le proprie competenze digitali durante la crisi e oltre il 50% desidera migliorarle ulteriormente.

Azioni del piano d’azione 2021-2027 per l’istruzione digitale

Priorità 1: promuovere lo sviluppo di un ecosistema altamente efficiente di istruzione digitale

  • Azione 1: Dialogo strategico con gli Stati membri sui fattori che favoriscono il successo dell’istruzione digitale
  • Azione 2: Raccomandazione del Consiglio sull’apprendimento misto per l’istruzione primaria e secondaria
  • Azione 3: Quadro europeo dei contenuti dell’istruzione digitale
  • Azione 4: Connettività e attrezzature digitali per l’istruzione
  • Azione 5: Piani di trasformazione digitale per gli istituti di istruzione e formazione
  • Azione 6: Intelligenza artificiale e utilizzo dei dati nell’istruzione e nella formazione

Priorità 2: migliorare le competenze e le abilità digitali per la trasformazione digitale 

  • Azione 7: Orientamenti comuni per gli insegnanti e gli educatori volti a promuovere l’alfabetizzazione digitale e a contrastare la disinformazione attraverso l’istruzione e la formazione
  • Azione 8: Aggiornare il quadro europeo delle competenze digitali per includervi le competenze in materia di IA e di dati
  • Azione 9: Certificato europeo delle competenze digitali (EDSC)
  • Azione 10: Raccomandazione del Consiglio sul miglioramento dell’offerta di competenze digitali nell’istruzione e nella formazione
  • Azione 11: Raccolta transnazionale di dati sulle competenze digitali degli studenti e introduzione di un obiettivo dell’UE per la competenza digitale degli studenti
  • Azione 12: Tirocini “Opportunità digitali”
  • Azione 13: Partecipazione delle donne alle discipline STEM

Polo dell’istruzione digitale

Per sostenere entrambi i settori prioritari, la Commissione istituirà un polo per l’istruzione digitale che rafforzerà la cooperazione e gli scambi in materia di istruzione digitale a livello dell’UE.

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