Il futuro del lavoro: gli italiani confidano nel digitale, ma il 40% non si sente preparato - CorCom

LO SCENARIO

Il futuro del lavoro: gli italiani confidano nel digitale, ma il 40% non si sente preparato

Secondo lo studio Jfd x Bva “Digital Equality: Shaping the future with new leaders”, la crisi Covid ha colpito ugualmente uomini e donne, ma resta una disparità di genere nella percezione delle qualità chiave per affrontare il futuro: per il 28% dei cittadini europei, le competenze tecnologiche, digitali e imprenditoriali sono tipiche dei soggetti di sesso maschile

12 Mar 2021

Veronica Balocco

Side view of group of female students coding on laptops in a computer lab. Teacher pointing at the computer screen.

La pandemia da Covid-19? In termini professionali, per il 70% dei cittadini italiani donne e uomini sono colpiti in egual misura. E sebbene il 6% dei lavoratori italiani ritiene che certe professioni tra 10 anni spariranno e non crede nella possibilità di una loro ripresa, emerge comunque la speranza nelle professioni del futuro, soprattutto nel settore digitale. Tuttavia, il 40% delle persone intervistate ritiene di non avere una preparazione sufficiente esercitare questo genere di professioni.
Sono alcuni dei dati che emergono dalla nuova ricerca pubblicata da Jfd x Bva, condotta su quasi 4mila persone in Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito: uno studio che si è mostrato utile a svelare diversi aspetti interessanti in merito alla disparità di genere nel settore tecnologico e nell’imprenditoria.

L’indagine rivela, nel dettaglio, l’impatto delle disparità di genere nel settore tecnologico e nell’imprenditoria: il 28% dei cittadini europei, in particolare, percepisce le competenze tecnologiche e digitali come tipiche dei soggetti di sesso maschile, mentre il 37% delle donne in Europa intende lavorare in ambiente tecnologico o digitale. Secondo i cittadini europei, inoltre, gli imprenditori che hanno più successo sono dotati di senso di responsabilità, autostima, ambizione e leadership, qualità che non sono considerate tipiche dei soggetti di sesso femminile.

L’ostacolo davanti ai lavori digital? Mancanza di competenze e informazioni

La “barriera all’ingresso” davanti alle professioni digital riguarda perlopiù la mancanza di conoscenze e informazioni: solo il 38% pensa di essere ben informato in materia (il 50% nella fascia d’età 15-29 anni). Complessivamente, le donne sono in una posizione di svantaggio in materia, nonostante – in Italia –  il 43% di loro intenda lavorare nel settore tecnologico (il 59% tra i giovani dai 15 ai 29 anni).

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Cina e Germania sono considerate i Paesi che si riprenderanno più rapidamente dopo la crisi sanitaria. Secondo gli intervistati i loro abitanti, assieme a quelli statunitensi, sembrano meglio preparati a esercitare le professioni del futuro.
Inoltre, il sondaggio rivela un consenso unanime riguardo al fatto che le professioni del futuro sono legate al settore digitale, oltre a quello medico e paramedico. Il 46% degli italiani ritiene che quella dello sviluppatore informatico sia una professione con un futuro, mentre il 46% dei partecipanti considera anche quella degli ingegneri di intelligenza artificiale una professione con un futuro.
Per quanto riguarda il potenziale futuro delle professioni tecnologiche, le competenze digitali sono considerate le più importanti (76%), davanti a quelle tecniche (74%). Anche se in generale le competenze che verranno maggiormente richieste in futuro sono considerate sostanzialmente indipendenti rispetto genere del soggetto, le competenze tecnologiche e digitali sono percepite più come maschili (28%) che femminili (4%).

Le caratteristiche base di un imprenditore? Sono considerate più “maschili”

Nel mondo professionale in generale, come in quello digitale, sono richieste qualità individuali più che relazionali, come l’adattabilità (76%), la creatività (73%) o l’intelligenza (74%). Benché generalmente queste qualità non dipendano dal genere, esse sono spesso ritenute caratteristiche femminili più che maschili. 
D’altra parte, gli italiani pensano che per rivestire il ruolo di imprenditore, le qualità più importanti siano il senso di responsabilità, l’autostima, l’ambizione e la leadership. Le seguenti qualità, considerate essenziali per un imprenditore di successo, difficilmente sono attribuite alle donne: autostima (47%), ambizione (51%) e leadership (49%).

“Da questo studio si apprende che, nonostante la crisi di questo periodo, le nuove generazioni sono le più ottimiste sulla situazione economica del loro Paese e sul proprio futuro. Questo dimostra la loro determinazione a fare parte del mondo di domani. Dobbiamo costruire un futuro sempre più digitale avvalendoci di questa nuova generazione di leader”, conclude Delphine Remy-Boutang, amministratrice delegata di The bureau & Jfd e presidente di Gen France.

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