GLI ACCORDI

Lavoro, schiarita sulla crisi Jabil. Amazon, stessi diritti per tutti i corrieri

Raggiunta al ministero dello Sviluppo economico l’intesa per la ricollocazione di 222 lavoratori della multinazionale dell’elettronica. Si chiude con successo anche la trattativa al ministero del Lavoro tra la società dell’e-commerce, i sindacati e Assoespressi

17 Feb 2022

A. S.

lavoro

Ricollocamento in vista per i 222 lavoratori dello stabilimento Jabil di Marcianise, che verranno assorbiti nella newco Tme. E’ questo il contenuto principale dell’accodo quadro firmato al Mise, che coinvolge anche i 22 lavoratori per i quali era stato in precedenza prospettato il passaggio nell’azienda Orefice.  Al tavolo del Ministero dello Sviluppo economico, presieduto dal coordinatore della Struttura per le crisi d’impresa Luca Annibaletti, hanno preso parte i rappresentanti di Jabil, Tme, Regione Campania, Confindustria locale, sindacatiAnpal e Invitalia.

“Per risolvere la crisi verrà attivato il ‘metodo Corneliani’, introdotto dal ministro Giancarlo Giorgetti, che consentirà al Fondo di salvaguardia di entrare in quota di minoranza nella newco Tme Assembly Engineering già costituita da Tme – si legge in una nota del Mise sulla crisi Jabil – che si occuperà di progettazione e produzione di schede elettroniche per diversi settori industriali”.

L’accordo sulla crisi Jabil – che ora dovrà essere sottoposto all’approvazione dei lavoratori – prevede la presentazione di un piano industriale da parte di Tme per ricollocare i 222 lavoratori di Jabil, ma anche di incrementare le produzioni con possibilità di nuove opportunità di assunzioni. “La Struttura per le crisi d’impresa del Mise  – conclude la note del ministero – proseguirà insieme ad Invitalia la sua attività di confronto tra le parti e di monitoraggio sul percorso condiviso per tutelare tutti i lavoratori”.

Amazon: Stessi diritti per tutti i corrieri

Al ministero del Lavoro è stato intanto ratificato l’accordo che riguarda in questo caso i corrieri impegnati nelle consegne per Amazon, in cui viene affermata la cosiddetta “clausola sociale”, che prevede che i lavoratori possano passare da una società all’altra con il cambiamento delle società appaltatrici, senza perdere quindi il posto di lavoro. L’accordo tra la società dell’e-commerce, i sindacati e Assoespressi era stato raggiunto già a novembre, ed è in vigore in Italia da gennaio.

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“Per me e’ motivo di grande soddisfazione il fatto che si sia arrivati a un accordo tra il sindacato e le imprese del settore dell’indotto delle grandi piattaforme, di Amazon nello specifico – afferma il ministro del Lavoro, Andrea Orlando – E’ un accordo che dà più garanzie ai lavoratori, che riconosce dei livelli salariali più adeguati e che credo consenta di far fare un ulteriore salto in positivo, dopo che si era definito un protocollo con Amazon mesi fa, delle relazioni industriali e delle tutele dei lavoratori in un settore che ha visto una forte conflittualità e spesso una compressione di diritti inaccettabile”.

“Oggi si completa il percorso di relazioni industriali della filiera Amazon con il riconoscimento di tutele e diritti uguali per tutti i corrieri che consegnano pacchi per conto di Amazon – si legge in una nota congiunta di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti – L’accordo validato dalla larga maggioranza di driver, a cui è stato sottoposto, prevede la verifica dei carichi e dei ritmi di lavoro, una prima importante riduzione dell’orario di lavoro, la garanzia della continuità occupazionale con il mantenimento di tutti i diritti, le tutele e gli aspetti economici, in caso di cambio appalto o contratto di trasporto, l’introduzione del premio di risultato e l’incremento dell’indennità di trasferta. Oggi consolidiamo un percorso di relazioni industriali virtuose in un settore come quello dell’e-commerce in netta espansione, esploso ancora più velocemente con la pandemia e che necessita di essere regolato nel rispetto dei diritti e delle tutele di tutti i lavoratori”.

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