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STRATEGIE

Mercato del lavoro, Facebook alla guerra con LinkedIn

L’azienda social investe 1 miliardo di dollari per far leva sull’interesse delle aziende a connettersi con chi è in cerca di impiego. Il punto di forza sarà l’integrazione con Messenger su mobile. Attenzione alla privacy: per il candidato è fondamentale gestire il profilo e i post pubblici

01 Mar 2018

Patrizia Licata

giornalista

Facebook espande la sua sezione “Lavoro” (Job listings) in 40 paesi, Italia compresa, potenziando una funzionalità che prova a fare diretta concorrenza a LinkedIn, Glassdoor e Monster.com, le piattaforme dominanti per mettere in contatto domanda e offerta sul mercato del lavoro. Finora il social network di Mark Zuckerberg offriva lo strumento “Lavoro” solo negli Stati Uniti e in Canada; l’espansione internazionale, ha indicato l’azienda in una nota, fa parte di un investimento da 1 miliardo di dollari con cui Facebook potenzierà personale, tecnologie e progetti per i suoi utenti nel corso del 2018.

I Job listings di Facebook sono il classico tool che permette alle imprese di pubblicare annunci sulle posizioni aperte e a chi cerca lavoro di candidarsi. Il punto di forza su cui il social network punta è l’integrazione con la sua app mobile e lo strumento di messaggistica Messenger: le aziende che vogliono pubblicare un post per trovare collaboratori possono farlo anche tramite la app Facebook su smartphone o tablet e, sempre dalla app, possono visionare le candidature arrivate; possono poi contattare tramite Messenger le figure scelte e fissare un appuntamento per un’intervista. Il tool Jobs di Facebook è gratuito; le aziende devono però pagare se vogliono che il loro annuncio raggiunga una platea mirata.

Circa una persona su quattro negli Usa riferisce di aver cercato o trovato lavoro usando Facebook, ha rivelato un sondaggio condotto online tra 5.000 persone da Morning Consult. La scommessa di Facebook è che offrendo un processo semplice e a costo zero il suo strumento di trova-lavoro possa rapidamente guadagnare quote di mercato a scapito di piattaforme consolidate come LinkedIn (ora di proprietà di Microsoft).

Il vice president of local di Facebook, Alex Himel, ha dichiarato su Forbes che Facebook ha cercato di rendere il suo tool il più user-friendly possibile. Per chi cerca lavoro, è possibile iscriversi agli annunci delle imprese ed essere sempre aggiornati sulle posizioni che si aprono. Dopo che un utente Facebook si candida per una posizione, Facebook connette automaticamente su Messenger datore di lavoro e candidato. Il curriculum, le informazioni sulla storia professionale e tutto ciò che è “pubblico” sul profilo del candidato vengono automaticamente resi visibili alle aziende. “E’ semplice, è facile, è gratuito ed è uno strumento ulteriore per le 70 milioni di imprese attive su Facebook per connettersi con i nostri 2 miliardi di iscritti”, ha detto Himel.

Ma può il social network degli amici, pieno di foto e messaggi spesso strettamente legati alla vita personale, diventare anche una piattaforma social per la vita professionale? The Verge lo ha chiesto al jobs product manager at Facebook, Gaurav Dosi. Il nodo è nelle impostazioni sulla privacy e negli strumenti per la gestione del profilo: è chiaro che chi si candida per un posto di lavoro dovrà stare attento a non rendere visibili a tutti immagini e post che sarebbe meglio non mostrare al di fuori della platea degli amici. Dosi è ottimista: le impostazioni sulla privacy sono chiare e tutti possono accedervi, controllando che cosa condividono sul profilo.

Dosi fa notare anche che l’espansione della funzionalità per il trova-lavoro nasce da una domanda che Facebook ha raccolto tra i suoi stessi utenti: molte persone già usano l’account Facebook per messaggiare aziende locali e molte aziende postano le candidature e le posizioni aperte. E’ quanto aveva sottolineato il vicepresidente ads and business platform di Facebook, Andrew Bosworth, l’anno scorso al momento del lancio dei Job listings in Usa e Canada e ora, con l’espansione in 40 paesi, Facebook non si lascia sfuggire l’occasione di trarre il massimo da una nutrita fascia di utenti interessati a sfruttare la popolarità del social network e capitalizzare su una funzionalità che fa crescere l’utilizzo attivo della piattaforma e il tempo passato davanti ai post. E, come noto, più un utente resta su Facebook più pubblicità guarda.

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