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LAVORO AGILE

Smart working, via alla sperimentazione in Ansaldo Sts: coinvolti 1.500 dipendenti

Intesa con Fim, Fiom e Uilm per il test: obiettivo conciliare tempi di vita e di lavoro delle persone e produttività dell’azienda. In caso di valutazione positiva delle parti, l’accordo diventerà definitivo e sarà esteso

06 Giu 2018

Patrizia Licata

giornalista

Ansaldo Sts e Fim, Fiom e Uilm hanno sottoscritto un accordo relativo all’avvio della fase di sperimentazione del lavoro agile – smart working – nel gruppo che si occupa di sistemi di segnalamento ferroviario e che occupa circa 1.500 dipendenti in 4 siti, quasi tutti con alte professionalità.

L’accordo, che trova il riferimento legislativo nella Legge 81/2017, prevede che a partire dal prossimo settembre, e per tre mesi, la sperimentazione interesserà dipendenti – con attività eseguibili da remoto – non in prova e su base volontaria.

“Siamo convinti – dichiara Mirco Rota, coordinatore nazionale Fiom del Gruppo Ansaldo Sts – che attraverso la buona contrattazione sia sempre possibile migliorare la qualità della vita delle lavoratrici e dei lavoratori. Lo smart working è uno strumento che, se ben utilizzato, può sicuramente favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle persone, senza penalizzare la produttività dell’azienda”.

“Questa prima fase sperimentale – continua – servirà sicuramente a verificare quali spazi possa avere questa tipologia di lavoro. Alla fine di questo periodo, in caso di valutazione positiva delle parti, l’accordo diventerà definitivo e uno dei prossimi obiettivi sarà l’allargamento della platea e dei giorni di utilizzo dello smart working.”

Ansaldo Sts, attiva nel settore dei sistemi di trasporto ferroviari e metropolitani (nelle fasi di progettazione, realizzazione e gestione dei sistemi di segnalamento), è specializzata in tecnologia driverless per metropolitane e linee ferroviarie. Nata a Genova e quotata alla Borsa di Milano è oggi controllata da Hitachi Rail Italy Investments.

La prima regione italiana a lanciare un progetto di smart working è l’Emilia-Romagnache, in collaborazione con Microsoft, da oggi ha attivato un programma di trasformazione digitale che ruota intorno all’introduzione del lavoro agile basato sulCloud Computing di Microsoft e coinvolge gli oltre 4000 collaboratori distribuiti sul territorio regionale.  Ottimizzare la produttività, razionalizzare le risorse e migliorare la motivazione dei dipendenti pubblici attraverso una più equilibrata conciliazione vita-lavoro sono i principali obiettivi del progetto regionale.

Il lavoro 4.0 è la sfida cruciale per un’Italia che sta tornando a crescere, ha dichiarato di recente in un’intervista Mariano Corso, direttore scientifico di P4I e docente al Politecnico di Milano. “Lo smart working, oltre a mettere i lavoratori nelle condizioni di riappropriarsi dei propri tempi e spazi, offre l’opportunità di iniettare nell’attività svolta pensiero critico, creatività e poi sperimentare nuove tecnologie”, secondo il Prof. Corso. “Quello che è mancato finora all’Italia è stata la capacità di sfruttare l’innovazione per aumentare la produttività. Ma per raggiungere questo obiettivo serve una svolta anche culturale. E qui la politica deve assumersi la responsabilità di elaborare una visione di Paese all’avanguardia”.

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