L'AUDIZIONE

Canone Rai, Giorgetti: “C’è l’ipotesi di agganciarlo alle utenze telefoniche”

Il ministro dell’Economia e delle Finanze ascoltato dalla commissione di Vigilanza: “Nel 2022 raccolti complessivamente 1,85 miliardi. Per la riforma varie ipotesi in campo, possibile un calo progressivo dell’importo”

Pubblicato il 27 Lug 2023

giorgetti

Tra le ipotesi per il pagamento del canone Rai il governo italiano non esclude un collegamento con le utenze di telefonia mobile: lo ha affermato il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, in audizione presso la commissione di Vigilanza Rai.

Sul tavolo ci sono, ovviamente, diverse opzioni per la riforma del canone, ma agganciarlo all’utenza telefonica avrebbe senso, ha detto il ministro, in quanto ormai esistono nuove forme di fruizione digitale dei contenuti televisivi.  Ciò “aumenterebbe la platea”, anche se ci sarebbero “problemi di applicazione”, ha evidenziato Giorgetti.

Canone Rai e utenza mobile: ipotesi di medio periodo

Attualmente il pagamento del canone è legato al presunto possesso di un apparecchio televisivo, ma “le nuove modalità di sviluppo e di fruizione, come dimostra RaiPlay, consentono di fruire dei contenuti Rai usando vari device”, ha evidenziato Giorgetti.

“C’è un universo nuovo” con cui fare i conti: la Tv non è solo “due canali in bianco e nero, e un tempo di una partita alla domenica pomeriggio”, digitale e tecnologie hanno “cambiato tutto”, “le nuove piattaforme multimediali consentono di accedere ai servizi del catalogo Rai da smartphone, pc e tablet”, ha detto Giorgetti.

Qualora il presupposto diventasse il possesso di un’utenza telefonica mobile si avrebbe un aumento della platea e quindi una riduzione del costo pro-capite del canone. Oggi sono 21 milioni i cittadini che lo pagano, mentre le utenze telefoniche attive sono 107 milioni”, ha riferito il ministro.

Si tratterebbe di un meccanismo però che comporterebbe “problemi di applicazione, relativi al calcolo di utenze per nucleo familiare: andrebbe individuato un tetto massimo per evitare il pagamento di una somma più elevata”. Inoltre, questa ipotesi fa parte delle opzioni che il governo prende in considerazione non per l’immediato, ma per il medio periodo. 

Canone nella fiscalità generale?

Sulla riforma del canone Rai il Mef sta valutando una “pluralità di ipotesi”, anche con “un tavolo specifico” all’interno del ministero. Oggi, ha ricordato Giorgetti, le risorse del canone Rai ammontano complessivamente a circa 1,85 miliardi. Sono destinate integralmente alla Rai, ad eccezione di una quota di 110 milioni assegnata al Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione.

“In un’ottica di breve periodo l’ipotesi potrebbe essere scorporare dal pagamento del canone una quota relativa agli investimenti sostenuti dalla Rai per la capacità trasmissiva”, ha detto il ministro. Si tratta di “circa 300 milioni di euro che verrebbero posti a carico della fiscalità generale, riducendo il canone annuo”.

Mettere il canone in bolletta, ha sottolineato Giorgetti, “è stato il modo più semplice per incassare. La riflessione che dobbiamo fare è come finanziamo il servizio pubblico. Ci sono tanti modi. Decidiamo di metterlo a carico della fiscalità generale? Non pagheranno tutti 90 euro, ci saranno aliquote diverse e ci sarà chi paga di più e chi paga di meno”.

“Non ho conclusioni definitive – ha proseguito il ministro in audizione – vi dico che dobbiamo fare delle riflessioni e anche rispetto al tipo diverso di base imponibile a cui ci rivolgiamo”, naturalmente “tenendo conto” del “principio di equità” e “delle fasce” di popolazione che “hanno bisogno di maggiore attenzione”.

Giorgetti ha comunque chiarito che “Ogni ipotesi di modalità di finanziamento deve prendere le mosse da una chiara definizione degli oneri di gestione del servizio pubblico e da una attenta revisione delle dinamiche di spesa dell’azienda”.

L’incontro al Mef con i vertici Rai

Solo pochi giorni fa il ministro Giorgetti ha incontrato presso il Mef l’amministratore delegato della Rai Roberto Sergio, la presidente Marinella Soldi e il direttore generale Gianpaolo Rossi. All’incontro hanno partecipato anche il capo di gabinetto del ministro Stefano Varone e il capo dipartimento del Tesoro Riccardo Barbieri. Giorgetti e Sergio hanno parlato, tra l’altro, della costituzione di un tavolo tecnico per individuare future soluzioni che garantiscano la trasformazione della Rai in Digital media company.

Sul tavolo anche il tema del canone Rai, nonché lo stato dell’arte del Piano Industriale Rai 2023-25, la necessità di proseguire la modernizzazione della tv pubblica in termini di digitalizzazione e nuove tecnologie, e il nuovo contratto di servizio presto all’esame della commissione di Vigilanza.

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