L'OSSERVATORIO AGCOM

Covid, le telco italiane in sofferenza. E a sorpresa i ricavi da mobile si contraggono più del fisso

Nei primi 9 mesi 2020 il fatturato risulta in calo del 5,3% ma il mobile registra un impatto maggiore e chiude a -6,2% rispetto al -4,5% del fisso. Il tutto a fronte di un andamento del traffico dati esattamente opposto

Pubblicato il 10 Feb 2021

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A fronte di un decremento del prodotto interno lordo italiano dell’8,4% nei primi tre trimestri 2020, i ricavi complessivi dell’ecosistema rappresentato da comunicazioni elettroniche, radiotelevisione, editoria, internet e servizi postali hanno subito una flessione del 5,4%. Con questo macro-dato, sintomo di una flessione nei mercati di riferimento meno accentuata rispetto a quanto osservato per il complessivo quadro del Paese, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AgCom) fotografa l’impatto economico della pandemia sui comparti regolati. L’analisi è frutto degli approfondimenti effettuati dalla stessa Autorità, che dalla scorsa primavera ha avviato un monitoraggio periodico sugli effetti della crisi sanitaria.

In sensibile crescita i dati di traffico su rete fissa e mobile

In particolare, nel settore delle telecomunicazioni, la flessione dei ricavi, che in media è stata pari al 5,3%, è risultata relativamente più intensa per la rete mobile (-6,2%) rispetto a quella fissa (-4,5%). Anche se i mesi estivi con il relativo periodo feriale hanno prodotto una attenuazione nei consumi rispetto ai primi mesi dell’anno, tuttavia la più intensa fruizione domestica di contenuti video in streaming, il telelavoro e la didattica a distanza hanno prodotto, su base annua, una forte crescita del traffico, aumentato giornalmente del 49,5% nella rete fissa e del 56,1% in quella mobile. Relativamente ai consumi unitari, si stima che nel 2020 il traffico per linea broadband nella rete fissa abbia raggiunto i 6,15 Gb giornalieri, con una crescita del 45,5% rispetto al corrispondente valore del 2019; nella rete mobile il traffico dati giornaliero per sim “human” (ovvero escludendo le M2M) è valutabile in circa 0,26 Gb giornalieri, con un incremento su base annua del 62,6%.

Comparto media: flessione del 6,9% a causa del calo pubblicitario

Nei primi nove mesi dell’anno il comparto dei media ha registrato complessivamente una riduzione media dei ricavi pari al 6,9%, in buona parte dovuta dalla significativa flessione degli introiti pubblicitari (-9,2%). Osservando i singoli mercati, i risultati risultano essere notevolmente differenziati: il settore in maggiore sofferenza è quello dell’editoria che registra una flessione dei ricavi dei quotidiani del 14,6% e del 19,8% per i periodici. Le risorse della tv in chiaro scendono di oltre l’11%, mentre le televisioni a pagamento registrano una leggera crescita (+0,2%) grazie in particolare all’aumento degli introiti dei contenuti in streaming. L’unico segmento a crescere nel comparto considerato è quello della pubblicità online (+6,7%), risultato ottenuto, in particolare, grazie ai risultati dalle piattaforme.

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