Fake news, ecco la guida per smascherare le bufale online

L'INIZIATIVA

Fake news, ecco la guida per smascherarle in 5 mosse

In occasione della giornata del fact cheking, Google raccomanda le operazioni chiave per identificare le bufale. E annuncia l’apertura del Fondo anti-disinformazione da 25 milioni alle proposte di accademici, organizzazioni non profit ed editori europei

02 Apr 2021

L. O.

Guerra alle fake news e sostegno ai media che combattono la disinformazione. Sono le due sfide su cui Google annuncia una nuova iniziativa nella Giornata Internazionale del Fact Checking. Ricerca della fonte, controlli incrociati, consulto dei fact-checker, identificazione del luogo i 5 pilastri raccomandati dalla società per contrastare le fake news attraverso gli strumenti messi a disposizione dalla stessa azienda.

Contemporaneamente Google ha già annunciato supporto, attraverso un finanziamento di 25 milioni di euro, al Fondo Europeo per i media e l’informazione che supporta ricercatori, fact-checker, organizzazioni no profit e altre realtà che lavorano in prima linea per combattere la disinformazione e supportano lo sviluppo di competenze in materia di media literacy ed educazione ai media.

Nelle prossime settimane, il Fondo aprirà alle proposte di accademici, organizzazioni non profit ed editori con sede nell’Unione Europea, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera e Regno Unito. Comitati indipendenti composti da esperti del settore selezioneranno le idee vincenti e Google non sarà coinvolto in alcun processo decisionale relativo al Fondo.

I 5 step per smascherare una fake news

Sul fronte “raccomandazioni anti-fake news Google ha realizzato insieme ad Altroconsumo e Fondazione Mondo Digitale un Decalogo della buona informazione. Fra i consigli, 5 in particolare vengono sottollineati.

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Ricerca sulla fonte: controllare come il sito si presenta nella sezione “Chi siamo” o “About”, ma anche cercare ulteriori informazioni altrove per verifica. Oppure cercare il punto di vista di altre persone o organizzazioni su quella fonte, chiedendo a Google di non mostrare i risultati provenienti da quel sito.

Fare un controllo incrociato. Perché limitarsi a una sola fonte quando ce ne sono molte a disposizione? Controllate se (e come) diverse testate giornalistiche hanno parlato dello stesso evento, così da potervi farvi un’idea più completa. Passate alla modalità “Notizie” della Ricerca Google, oppure cercate un argomento su news.google.com. Assicuratevi di fare clic su “Copertura completa” quando l’opzione è disponibile.

Consultate i fact-checker: potrebbero già aver preso in esame la strana storia che un vostro parente o amico ha inviato nella chat di gruppo – oppure una storia simile che vi può aiutare a capire cosa sia successo veramente. Provare a cercare l’argomento sul Fact Check Explorer, che raccoglie più di 100mila notizie verificate da editori autorevoli di tutto il mondo.

Consultare Google Maps, Earth o Street View per verificare un luogo. Le false storie su fatti avvenuti molto lontano da noi possono diffondersi facilmente proprio a causa della nostra scarsa consocenza di quei luoghi. Se la storia che state leggendo contiene immagini su un posto, provate a cercarlo su Google Earth oppure con Street View su Google Maps.Supponiamo che un amico vi mandi una storia su una strana creatura rossa che si starebbe arrampicando sulla Torre Eiffel a Parigi. Cercando la Torre Eiffel su Street View potrete quanto meno verificare che la torre non abbia sulla cima un grande cappello rosso da cowboy (a differenza della torre di Paris, in Texas). Se quella parte della notizia è così poco attendibile, è probabile che anche il resto della storia.

Verificare che un’immagine sia affidabile. Come si dice sempre, un’immagine vale più di mille parole. Ma un’immagine può essere anche utilizzata fuori contesto, o potrebbe essere stata modificata con l’intento di distorcere gli avvenimenti. È possibile effettuare una ricerca sulle immagini facendo clic con il pulsante destro su una foto e selezionando “Cerca questa immagine su Google”. È possibile farlo anche da un dispositivo mobile toccando l’immagine e tenendola premuta. In questo modo si potrà verificare per esempio se l’immagine sia già apparsa online prima, e in quale contesto, e sarà possibile capire se ci sia stata qualche modifica per alterarne il significato originale.

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