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L'ANALISI

Netflix, Goldman Sachs alza il target: “Crescita impetuosa, Wall Street la sottovaluta”

Previsti 30 milioni di utenti in più nel 2019: decisiva l’espansione nei mercati emergenti. Ma altri esperti si chiedono se la piattaforma saprà far fronte alla concorrenza di Disney e Amazon

02 Ott 2018

Netflix ha il vento in poppa e Wall Street sta sottovalutando le potenzialità di crescita della sua attività e, quindi, del prezzo delle sue azioni. Lo affermano gli esperti di Goldman Sachs secondo cui l’espansione internazionale permetterà al colosso del videostreaming di raggiungere un’audience sempre più globale.

“Nonostante Netflix negli ultimi cinque anni abbia fatto meglio delle stime in termini di crescita degli abbonati, gli analisti continuano a sottovalutare le prospettive di crescita dell’azienda sia nel breve che nel lungo termine”, ha scritto l’analista Heath Terry di Goldman Sachs, riporta il sito Cnbc. Il price target per le azioni di Netflix indicato da Goldman Sachs è di 470 dollari entro 12 mesi, pari a un apprezzamento del 23% in un anno.

Il gruppo californiano del videostreaming in realtà ha mancato i suoi obiettivi sulla crescita degli abbonati nel secondo trimestre (terminato il 30 giugno), aumentati a livello globale di 5,2 milioni contro 6,2 milioni delle attese. Ma l’azienda ha superato le proiezioni degli analisti in quattro sugli ultimi cinque trimestri; alla fine del secondo trimestre gli abbonati globali sono in tutto 130 milioni.

Per Goldman Sachs la crescita proseguirà senza soste: la banca d’affari americana prevede 30 milioni di nuovi abbonati nel 2019 contro i 25 milioni stimati in media dagli altri esperti. Heath Terry pensa in particolare che saranno mercati emergenti e molto ampi come l’India, dove gli utenti apprezzano la fruizione dei contenuti video su mobile, a garantire a Netflix l’aumento dell’audience.

Il mercato del video on demand è in forte espansione anche in Europa: nel 2017 nei 5 principali mercati – Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito – gli utenti hanno consumato 2 ore in più al mese sulle piattaforme in streaming, rispetto agli anni precedenti, a scapito di Tv lineare e programmi anche di Pay Tv registrati digitalmente, ha svelato un recente rapporto di IHS Markit, anche se secondo gli analisti la monetizzazione resta una sfida.

Le indicazioni fornite da Goldman Sachs si collocano sul lato opposto rispetto a quelle pubblicate a luglio da Daniel Mauro, investment manager di Chicago, su Financial Times, secondo cui a Netflix manca un vero vantaggio competitivo sul mercato dello streaming perché non beneficia di effetti di rete e non ha una sottostante massiccia infrastruttura che funziona da barriera all’ingresso di potenziali concorrenti, come Disney, Comcast, At&t, Apple, Amazon.

Tuttavia per altri analisti Netflix è un successo che per ora gli ingenti investimenti che affronta (8 miliardi di dollari in contenuti nel 2018, cui si aggiungono le spese di marketing) non offuscano, tanto più che, anche se il mercato Usa è saturo e competitivo, il resto del mondo è tutto da conquistare.

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