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Nomine Rai, spunta Vaccarono (Google) per la poltrona da dg

Il country director dell’azienda nella short list di candidati per la guida della Tv pubblica. Di Maio: “Servono persone sganciate dalla politica”

20 Giu 2018

r. c.

A 10 giorni dalla scadenza del cda Rai tra i nomi in ballo per la corsa a direttore generale spunta un nome dal mondo di Internet. Quello di Fabio Vaccarono, dal 2012 Country Director di Google Italy. Candidatura che si aggiunge a quelli della short list già rimbalzata sui media, che comprende tra gli altri il nome di Fabrizio Salini, Ferruccio De Bortoli, Enrico Mentana: candidatura quest’ultima protamente smentita dal diretto interessato: “Penso che un giornalista non debba cambiare mestiere – ha detto il direttore tg di La7 nei giorni scorsi,  – e fare il direttore generale della Rai sarebbe un po’ come fare il politico”.

La candidatura di Vaccarono potrebbe avere chance, alla luce delle dichiarazioni programmatiche di Luigi Di Maio ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico: le nomine “del cda, del presidente, del direttore generale non devono essere appannaggio della politica – ha detto – devono essere persone sganciate dalla politica con una mission: capire come si stanno spendendo i soldi del canone degli italiani”.

Il nome di Vaccarono non è il primo “prestato” dal digitale che circola per le posizioni chiave all’azienda di viale Mazzini: anche Francesco Vatalaro, professore Tlc all’Università di Tor Vergata si è candidato per il cda.

Dichiarazione che rilancia la posizione espressa da Mirella Liuzzi deputata 5S in riferimento a indicrezioni uscite sui giornali: “Per il Movimento 5 Stelle le nomine ubbidiranno esclusivamente al merito e non alle cordate di partito: le quote 5stelle non esistono e allo stesso modo strampalati appelli per affidare a determinati personaggi la direzione del Tg1 sono quanto di più lontano dal principio di indipendenza dalla politica che deve essere osservato. Le scelte saranno equilibrate e intelligenti, a differenza di quanto fatto da chi ci ha preceduto. Dunque non ci saranno consiglieri, direttori o vicedirettori appartenenti ad aree politiche”, continua Liuzzi. ”Alla luce di questo, suona decisamente anacronistico leggere parole come lottizzazione e occupazione, termini estranei alla nuova grammatica istituzionale sancita dal Contratto di Governo proprio in riferimento alla Rai. L’associazione nomi-poltrone-correnti per la designazione del Cda Rai è stata per anni la traduzione distorta del pluralismo inteso come la spartizione di un feudo secondo canoni cencelliani. Bene, è finito il tempo della Rai piegata alle pressioni politiche del governo di turno e la designazione di un cda finalmente indipendente ne sarà la prova”.

Professionista da sempre legato al mondo della pubblicità, Vaccarono ha ricoperto diversi incarichi tra cui amministratore delegato e direttore generale di A. Manzoni & C., società del Gruppo Editoriale L’Espresso, oltre a dg di Sole 24 Ore System, RCS Advertising e Starcom Mediavest Group Italia. Dopo la laurea in economia e un MBA all’Università Bocconi ha iniziato la sua carriera professionale nella società di consulenza strategica Bain&Company.

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