Premium, de Puyfontaine: "Emersi nuovi elementi, serve accordo alternativo" - CorCom

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Premium, de Puyfontaine: “Emersi nuovi elementi, serve accordo alternativo”

L’Ad di Vivendi sul dietrofont: “Non vogliamo il controllo di Mediaset Premium, manca accordo completo ma troveremo una soluzione”. Fininvest: “Assoluta scorrettezza, scoperto il vero obiettivo di Bollorè”

26 Lug 2016

Andrea Frollà

“Non vogliamo il controllo di Mediaset Premium“. L’amministratore delegato di Vivendi Arnaud de Puyfontaine conferma il cambio di strategia su Mediaset Premium, di cui la media company francese vuole ora il 20% e non più il 100% come previsto dall’accordo siglato con Mediaset ad aprile.

In conferenza stampa a Milano, l’Ad della media company si è mostrato comunque fiducioso sulla possibilità di chiudere un accordo alternativo: “Non penso che non si troveranno soluzioni. È un contratto binding fatto di diversi punti e stiamo discutendo da due settimane con il board – spiega de Puyfontaine -. Sulla base degli elementi emersi dalla discussione abbiamo proposto un’evoluzione dell’accordo che ne tenga conto: ci piace Mediaset, ha una grande storia, niente è cambiato ma non c’è un accordo completo”.

Non risponde a chi gli chiede se in caso di fallimento delle discussioni un’alternativa potrebbe essere acquistare azioni Mediaset sul mercato, mentre ricorda che tra i nodi ci sono la sfida sul mercato pubblicitario e l’importanza di combinare la pay e la free tv.

Proprio in quest’ottica bisognerebbe dunque leggere il cambio di rotta, che vede Vivendi interessata ad ottenere una partecipazione più bassa in Premium (dal 100% al 20%) e più alta in Mediaset (dal 5% potenziale al 15%) rispetto a quanto pattuito quasi 4 mesi fa. De Puyfontaine ribadisce poi che “l’obiettivo non cambia, è quello di creare un grande gruppo”, ma “cambia il modo per raggiungerlo”. Ad una domanda su possibili progetti di fusione tra Mediaset e Telecom l’Ad lascia la porta aperta (“Non ci sono preconcetti e abbiamo la mente aperta”) e smentisce anche le voci su una cessione di TI a Orange.

Fininvest ha commentato duramente la decisione di Bollorè. La finanziaria della famiglia Berlusconi, che controlla la maggioranza di Mediaset, ha reagito con parole dure, parlando di “assoluta scorrettezza“. La compagnia presieduta da Marina Berlusconi e alla quale fa capo il 34,738% di Mediaset, in un comunicato ha denunciato “l’eccezionale gravità e l’assoluta scorrettezza del comportamento di Vivendi”. L’annunciata “decisione di non voler onorare un contratto valido e vincolante, regolarmente stipulato fra le parti e approvato da tutti i rispettivi organi competenti – si legge nella nota – viola i più elementari principi del diritto oltre che dell’etica economica“. Fininvest aggiunge che in questo modo “vengono infranti i capisaldi che assicurano un corretto e ordinato funzionamento del mercato”.

E l’atteggiamento di Vivendi “lascia chiaramente intuire che il suo vero, non dichiarato obiettivo al di là della indubbia valenza industriale dell’accordo stipulato fosse in realtà quello di costituirsi in modo surrettizio e inaccettabile una posizione di estremo rilievo nell’azionariato di Mediaset“.