IL CASO

Calcio, Lega A: fumata nera su Sky-Dazn. È scontro sui diritti tv

Riunione in videoconferenza dei presidenti del massimo campionato: 11 voti a favore della piattaforma di streaming e 9 astenuti. All’ordine del giorno l’esame delle offerte per trasmettere i match nel triennio 2021-2024. Sale la tensione

Pubblicato il 26 Feb 2021

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Sale la tensione sul tema dei diritti di trasmissione per le partite di Serie A nel trienni 2021-2024, con un botta e risposta epistolare tra i due offerenti, Sky e Dazn, che hanno indirizzato le proprie valutazioni alla Lega Serie A. Proprio da queste comunicazioni, che lasciano immaginare anche eventuali controversie legali, è partita la riunione in videoconferenza del board che riunisce i 20 presidenti del massico campionato, che ha tra i punti all’ordine del giorno proprio l’esame delle offerte.  La riunione, inizialmente prevista ieri e in presenza ma posticipata a oggi e da remoto a causa della positività al Covid-19 di alcuni dirigenti dell’Inter e ai problemi sempre legati all’emergenza pandemia che si stanno registrando per il Torino, sì è conclusa con la votazione in cui si sono registrati 11 voti a favore dell’offerta della piattaforma di streaming e 9 astenuti: si tratterebbe di Benevento, Bologna, Crotone, Genoa, Roma, Sampdoria, Sassuolo, Spezia e Torino. I voti necessari per approvare una delle due offerte in campo, lo ricordiamo, sono 14.

A far salire la tensione era stata ieri la lettera indirizzata alla Lega A dall’Ad di Sky, Maximo Ibarra, che aveva sollevato il tema di come l’accordo di distribuzione tra Dazn e Tim potrebbe “generare potenziali criticità concorrenziali e di compatibilità con la legge Melandri”, dal momento che “Tim beneficerebbe di un trattamento preferenziale nella distribuzione di Dazn, pur essendo Tim l’operatore incumbent con maggiore forza di mercato in Italia, in particolare nel segmento broadband”. “Nell’interesse dei milioni di tifosi italiani – prosegue Ibarra nella lettera visionata da CorCom – siamo convinti che sia estremamente importante che la Serie A venga distribuita su tutte le piattaforme e sul più ampio numero di devices possibile, in modo che ogni tifoso possa godere dello spettacolo nel modo che preferisce. (…) Se la Serie A non verrà distribuita su tutte le piattaforme e/o devices i tifosi avranno meno scelta, le audience ne soffriranno con ricadute importanti sulla pubblicità e sulle sponsorship, con complessiva perdita di valore del prodotto Serie A”.

A stretto giro è arrivata la replica di Dazn, sempre con un documento indirizzato alla Lega A, in cui la piattaforma di streaming di contenuti sportivi sottolinea come appaia “particolare la preoccupazione espressa (da Sky, ndr) circa una penalizzazione dei tifosi che, si dice, non avrebbero più garantita una pluralità di visione, considerando che il mercato del calcio è storicamente caratterizzato da un soggetto dominante come anche emerso dalle recenti decisione di Agcm“.

“La possibile acquisizione dei diritti tv della Serie A per le prossime tre stagioni da parte di Dazn rappresenterebbe un’importante occasione per l’apertura del mercato della pay tv e sarebbe inoltre l’occasione per l’accelerare in modo deciso il processo di digitalizzazione e ammodernamento del Paese – scrive Dazn – “I contenuti di Dazn continuerebbero ad essere fruiti, come già avviene oggi, attraverso i servizi di banda larga di tutti gli operatori telefonici e i dispositivi disponibili. Anche perchè Dazn, come del resto Netflix, Amazon e Disney+, rappresenta il futuro della distribuzione e della fruizione dei contenuti video che i consumatori possono vivere in assoluta libertà e comodità”.

Rimanendo alle offerte, un elemento di novità viene dalle indiscrezioni circolate nelle ultime ore di un possibile interesse di Eleven Sports, che sarebbe disponibile a scendere in campo al fianco di Sky con un’offerta da 110 milioni (da aggiungere ai 750 dell’offerta della piattaforma satellitare) per la creazione di un canale tematico che si occupi di trasmettere i match via Internet. Sommate, le due offerte supererebbero quella da 850 milioni avanzata da Dazn.

Contro l’eventualità di un’unica piattaforma trasmissiva per i match scende in campo anche Adiconsum: “Il tema di chi si aggiudicherà i diritti televisivi del prossimo campionato di calcio è al centro di un acceso dibattito che interessa milioni di consumatori, perché mette a rischio la visione della competizione della propria squadra del cuore se venisse imposta una sola piattaforma trasmissiva”, afferma Carlo De Masi, presidente dell’associazione. “Riceviamo continue lamentele di migliaia di consumatori – prosegue De Masi – che non riescono a vedere le partite via web. L’accesso alla banda larga, in Italia, infatti, non è ancora garantito a tutti, come invece è il digitale terrestre e il satellite”. Per questo Adiconsum chiede ad Agcom “di intervenire con urgenza per non creare discriminazioni fra i cittadini e per garantire ai consumatori l’esercizio del diritto della libera scelta”.

“Il diritto di scegliere la piattaforma trasmissiva deve essere lasciata al consumatore – aggiunge Mauro Vergari, responsabile ufficio Studi, ricerche e innovazione di Adiconsum – Quello del principio della libertà di scelta ci riporta indietro ai tempi del decoder unico. Un conto è la concorrenza fra emittenti pay basata su prezzi e prodotti offerti, un conto è la concorrenza su una modalità di trasmissione tecnologica, che non può essere usata quale discrimine di concorrenza”.

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