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Traduttore universale istantaneo, la nuova sfida di Meta (Facebook)

Riflettori sull’intelligenza artificiale, il Metaverso farà da “test”: in arrivo anche un modello neurale end-to-end per progettare assistenti sui device e software di previsione delle interazioni grazie all’apprendimento automatico

24 Feb 2022

Veronica Balocco

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Sfruttare l’Intelligenza artificiale (AI) per consentire alle persone di costruire mondi virtuali aggiungendo oggetti 3D, ambienti e suoni semplicemente descrivendoli con la voce. Mark Zuckerberg, Ceo di Meta (sotto il cui cappello ci sono Facebook, Instagram, Messenger, WhatsApp e Oculus), ha fornito un esempio concreto di questo progetto nel corso dell’evento in streaming ‘Meta inside the lab‘, chiarendo così la nuova frontiera su cui la holding è al lavoro in questo momento: “L’Intelligenza artificiale è la chiave per il metaverso – ha spiegato – e noi siamo impegnati a costruire una tecnologia aperta e responsabile, con un alto livello di privacy e rispetto dei diritti umani”. La prova, chiamata Builder Bot, ha permesso a due avatar di costruire prima un parco, poi una spiaggia e aggiungere musica o cinguettii.

Ma Meta intende andare ben oltre nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale all’interno del Metaverso: uno degli scopi, ad esempio, è anche quello di consentire alle persone di avere “conversazioni più naturali con gli assistenti vocali” e tra di loro. Il risultato prende il nome di CaiRaoke“, progetto destinato a dar vita ad un “modello neurale completamente end-to-end per la costruzione di assistenti sui device“.

Eliminare le barriere linguistiche

Oltre a ciò, Meta sta lavorando anche a un “traduttore universale istantaneo, parola per parola” per realizzare “traduzioni da linguaggio a linguaggio in tempo reale” basate sull’AI. L’obiettivo si declina nei progetti ‘No Language Left behind’ e ‘Universal SpeechTranslator’: la sfida è creare un software di traduzione che funzioni per “tutti nel mondo”, un campo su cui sta già lavorando Google. “La capacità di comunicare con chiunque in qualsiasi lingua: è un superpotere che le persone hanno sempre sognato e l’AI ce la consegnerà nel corso della nostra vita”, ha affermato Zuckerberg. Meta afferma che sebbene le lingue comunemente parlate come inglese, mandarino e spagnolo siano ben gestite dagli attuali strumenti di traduzione, circa il 20% della popolazione mondiale non parla lingue coperte da questi sistemi.

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“L’eliminazione delle barriere linguistiche sarebbe profonda, consentendo a miliardi di persone di accedere alle informazioni online nella loro lingua madre o preferita“, hanno spiegato i ricercatori nel corso dell’evento non dando però una raodmap per il completamento di questi progetti. “Man mano che avanziamo in questa tecnologia, sarete in grado di creare mondi da esplorare e condividere esperienze con gli altri, solo con la vostra voce”, ha aggiunto Zuckerberg.

Prevedere i tipi di interazione

Al di là degli aspetti più prettamente linguistici, l‘intelligenza artificiale cui sta lavorando la Big tech dovrà essere in grado di interpretare e prevedere i tipi di interazioni che si potranno verificare nel metaverso grazie all’apprendimento automatico. L’AI riceverebbe quindi dati grezzi invece che essere addestrata su molti dati pre classificati. Zuckerberg ha spiegato che questo obiettivo verrà raggiunto grazie a “un consorzio globale di 13 università e laboratori” che opererà sul più grande set di dati egocentrici. Il progetto è chiamato Ego4D.  

Zuckerberg ha infine ricordato che il Metaverso è “un obiettivo a lungo termine” e offrirà “una versione immersiva di Internet” che consentirà di interagire in un ambiente virtuale con altre persone, grazie al supporto di nuovi hardware e software. “Ci saranno più elementi da processare per navigare efficientemente”, ha concluso, per questo l’Intelligenza artificiale e il machine learning saranno fondamentali e costruiranno i modelli per una “comunicazione più ricca”.

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