IL PIANO DI ELON MUSK

Twitter, nuova spunta blu e pubblicità mirate

Twitter Blue in abbonamento a 7 dollari al mese, si sale a 11 dollari per i dispositivi Apple. Per gli inserzionisti una funzione che consente di abbinare o rimuovere gli spot a seconda di determinate parole chiave. Intanto il giornalista Bari Weiss pubblica la seconda tranche dei “Files” da cui emergono “liste nere” sulla base dell’orientamento politico

Pubblicato il 09 Dic 2022

musk twitter

Twitter si appresta ad introdurre nuovi controlli per consentire alle aziende di impedire che i loro annunci vengano visualizzati sopra o sotto i tweet contenenti determinate parole chiave. La novità farebbe parte di una versione rinnovata del servizio di abbonamento Twitter Blue, pronta al rilascio a un prezzo di 7 dollari al mese sul web e 11 dollari al mese sui dispositivi Apple. La sottoscrizione consentirà agli account di ricevere un segno di spunta verificato: gli account per gli individui riceveranno un segno di spunta blu, mentre i segni di spunta dorati e grigi indicheranno account aziendali e governativi.

Lo ha spiegato la piattaforma di social media in una e-mail agli inserzionisti, chiarendo che i nuovi controlli fanno parte dello sforzo aziendale in atto per affrontare la difficile situazione, fra ritiri di inserzioni a seguito dell’acquisizione di Musk, rapporti di gruppi per i diritti civili che registrano un aumento dell’incitamento all’odio e il ripristino di diversi account sospesi.
Twitter guadagna quasi il 90% delle sue entrate dalla vendita di annunci digitali. Musk ha recentemente attribuito un “enorme calo delle entrate” alle organizzazioni per i diritti civili che hanno fatto pressioni sui marchi per mettere in pausa i loro annunci su Twitter.

Moderatori interni nel futuro del social network?

La piattaforma starebbe anche valutando la possibilità di portare all’interno i suoi moderatori di contenuti, molti dei quali sono assunti tramite fornitori di terze parti: questo consentirebbe di investire di più nella moderazione per le lingue diverse dall’inglese. La dichiarazione arriva dopo che il nuovo capo della fiducia e della sicurezza di Twitter, Ella Irwin, ha dichiarato che la piattaforma si sarebbe appoggiata maggiormente alla moderazione automatizzata dei contenuti. Irwin ha anche affermato che i recenti licenziamenti di Twitter, che hanno ridotto il 50% del personale, non hanno danneggiato in modo significativo il suo team di moderazione e coloro che lavorano su aree critiche come la sicurezza dei bambini.

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La nuova puntata di “Twitter files”

Intanto Bari Weiss, ex giornalista del “New York Times”, ha pubblicato la seconda parte della documentazione nota come “Twitter files”, da cui emergerebbe l’entità dell’influenza esercitata da politica e istituzioni su quel social media. Weiss ha condiviso immagini di account che la vecchia dirigenza del social media avrebbe posto in “liste nere” occulte sulla base del loro orientamento politico.

Le fotografie pubblicate da Weiss mostrano un presunto sistema interno utilizzato dai dipendenti di Twitter per “oscurare” profili e per segnalarne i contenuti come inappropriati o menzogneri: di questo sistema sarebbero caduti vittime account di orientamento conservatore come “Libs of TikTok” e persino professionisti dell’ambito medico contrari ai lockdown e alle politiche ufficiali adottate dall’amministrazione Joe Biden per contenere la pandemia di Covid-19, come il professore della Stanford University Jay Bhattacharya.

La pubblicazione in ritardo per il licenziamento del responsabile legale

Alcuni account sarebbero stati tacitamente esclusi dalla “lista dei trend” di Twitter, e altri dal motore di ricerca interna della piattaforma, limitandone così significativamente la visibilità. Le ultime rivelazioni includono anche messaggi interni di Yoel Roth, ex responsabile della “sicurezza e integrità” di Twitter, in cui l’ex dirigente del social media sembra chiedere l’attuazione di misure di deamplificazione e riduzione della visibilità per account che non avevano ufficialmente violato la policy della piattaforma.

La pubblicazione della seconda parte dei “Twitter Files” è giunta più tardi di quanto inizialmente annunciato dallo stesso Musk: nei giorni scorsi, quest’ultimo ha infatti licenziato il responsabile legale di Twitter ed ex responsabile legale del Federal Bureau of Investigation (Fbi), James Baker, accusandolo di aver censurato di propria iniziativa parte dei documenti, per celare il ruolo diretto dell’agenzia federale nell’insabbiamento dello scandalo riguardante il computer portatile del figlio del presidente Usa, Hunter Biden.

Il caso Hunter Biden al centro della scena

Dalla prima parte dei documenti, pubblicati nei giorni scorsi dal giornalista Matt Taibbi, emerge che Twitter ha adottato una serie di misure straordinarie per “insabbiare” la storia del computer di Hunter Biden, pubblicata dal “New York Post” poche settimane prima delle elezioni del 2020. Secondo l’articolo del Post il dispositivo conteneva diversi file, comprese e-mail potenzialmente incriminanti, riguardanti i rapporti d’affari del figlio dell’attuale presidente con Paesi e individui stranieri. A pubblicare su Twitter le mail che mostrano gli scambi tra i dipendenti della piattaforma online è stato il giornalista statunitense Matt Taibbi, in una serie di tweet condivisi dallo stesso Elon Musk, nuovo proprietario del social network. Twitter, sostiene Taibbi, “ha adottato misure straordinarie per sopprimere la storia, rimuovendo collegamenti e pubblicando avvisi sulla loro possibile non sicurezza. Ne ha persino bloccato la trasmissione tramite messaggio diretto, uno strumento finora riservato a casi estremi, come la pornografia infantile”.

La tesi: censure sulla base di simpatie politiche

La tesi del giornalista, condivisa da Musk, è che la policy della piattaforma sulle pubblicazioni da censurare fosse dettata da simpatie politiche, e non dai contenuti dei post. Nel 2020, scrive Taibbi, “le richieste di eliminare determinati tweet erano routine. Celebrità e sconosciuti allo stesso modo potevano essere rimossi per volere di un partito politico. Entrambe le parti avevano accesso a questi strumenti. Ad esempio, nel 2020, sono state accolte e onorate le richieste sia della Casa Bianca di Trump che della campagna di Biden“. Tuttavia, sostiene, “questo sistema non era bilanciato in quanto basato sui contatti. E poiché Twitter era ed è composto in modo schiacciante da persone con un determinato orientamento politico, c’erano più canali, più modi per lamentarsi, aperti a sinistra (i democratici) che a destra”. Commentando i contenuti dei documenti sinora divulgati – cui dovrebbero seguirne altri – Musk ha affermato che Twitter “agiva come un ramo del Comitato nazionale democratico. Era assurdo, e (…) penso emergeranno altre pistole fumanti”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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