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Twitter, nessuna indagine sul deal. Musk rinvia il lancio della spunta blu a pagamento

La sottosegretaria al Tesoro del governo Usa, Janet Yellen, smentisce le voci su una presunta inchiesta. Intanto slitta al 29 novembre il piano “premium” per chi vorrà mantenere l’account verificato, dopo il proliferare di profili “pirata” nella fase beta. La rivale Mastodon continua a registrare un boom di utenti: sono 1,6 milioni di utenti attivi

16 Nov 2022

Domenico Aliperto

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Rinviato il rilancio del servizio di abbonamento a Twitter. Elon Musk, il nuovo proprietario della piattaforma social non ha avuto scelta, dopo che il primo tentativo ha scatenato una vera e propria ondata di account falsi che hanno spaventato gli inserzionisti. “Rinvio del rilancio di Blue Verified al 29 novembre per assicurarmi che sia solido come una roccia”, ha twittato Musk, ritardando di due settimane l’introduzione della nuova funzionalità.

In quello che appare un tentativo di evitare il ripetersi del problema, Musk ha twittato che nella nuova versione “la modifica del nome verificato causerà la perdita del segno di spunta finché il nome non sarà confermato da Twitter in base ai termini di servizio”.

L’amministrazione Biden non indagherà sul deal da 44 miliardi

Tra le buone notizie per Musk c’è la perdita di interesse da parte dell’amministrazione Biden ad approfondire i dettagli dell’operazione da 44 miliardi. “Allo stato attuale, non credo che ci siano le basi per indagare sulla sua società, né sono al corrente di preoccupazioni che giustificherebbero l’avvio di una indagine”, ha detto la segretaria al Tesoro degli Stati Uniti, Janet Yellen, durante una intervista concessa a Cbs a margine del G20 di scena a Bali, in Indonesia. Il presidente Usa, Joe Biden, aveva invece dichiarato pochi giorni fa che l’operazione rappresenta un tema “meritevole della nostra attenzione”, rispondendo a una domanda su eventuali implicazioni in materia di sicurezza nazionale che potrebbero derivare dalla partecipazione al deal di investitori provenienti da Arabia Saudita e Qatar. Elon Musk ha infatti finanziato autonomamente una buona parte dell’acquisizione, ma circa 7,1 miliardi di dollari sono frutto del sostegno di fondi di private equity e investitori stranieri.

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E Mastodon raggiunge quota 1,6 milioni di utenti attivi

Intanto, mentre il social che cinguetta deve affrontare un inevitabile periodo di assestamento, continua la crescita di Mastodon, la piattaforma che sta raccogliendo sempre più consensi da parte degli utenti delusi dall’acquisto di Twitter da parte di Musk. Oltre un milione di persone si sono iscritte al social dal 27 ottobre raggiungendo nelle ultime ore quota 1,6 milioni di utenti attivi, un bacino che in due settimane è praticamente triplicato.

Solo negli ultimi giorni, i server di Mastodon hanno visto più di 640 mila nuovi iscritti: nulla rispetto ai 450 milioni stimati da Twitter, ma pare si sia di fronte a una crescita che non accenna a rallentare. L’esperienza di d’uso di Mastodon, del resto, è simile a Twitter, con un feed scorrevole di post che arrivano da singoli account seguiti. Ma sul nuovo social non c’è nessun algoritmo che determina la visibilità dei post in base alla popolarità complessiva o altri criteri.

“La gente probabilmente penserà che quello che sta capitando è fantastico, in termini di crescita e successo”, ha detto Eugen Rochko, il 29enne programmatore tedesco fondatore di Mastodon, parlando con Wired. “Ma per noi vuol dire più lavoro e più focolai da spegnere. È stressante. Sto facendo giornate lavorative di 14 ore, dormo e mangio molto poco. Mi piacerebbe rilassarmi e godermi il fatto che così tante nuove persone stiano usando Mastodon, ma non ho il tempo”.

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