Vivendi frena sulla fusione Gvt-Tim Brasil - CorCom

IL BILANCIO

Vivendi frena sulla fusione Gvt-Tim Brasil

La società francese raffredda gli entusiasmi su un possibile merger con la controllata di Telecom Italia: “E’ interessante mantenere la compagnia nel gruppo perché ha un’ottima rete di banda larga”. Il 2013 si chiude in bellezza: profitti decuplicati a quota 1,97 miliardi

25 Feb 2014

F.Me.

“Siamo molto fiduciosi nel fatto che Gvt resterà. E’ interessante averla nel gruppo focalizzato sui media, perché ha un’ottima rete a banda larga e alta velocità e di ottima qualità in Brasile. Siamo fiduciosi che potrà fornire tv ad alta qualità e anche contenuti”. Lo hanno detto i dirigenti di Vivendi nel corso della conference call sul bilancio 2013, rispondendo alle domande degli analisti sul futuro di Gvt. Gvt “fa parte della strategia” di rafforzamento del gruppo, ha sottolineato uno dei top manager di Vivendi. Si tratta dunque di un freno alla possibile fusione con Tim Brasil di cui la stampa ha ripetutamente parlato nelle scorse settimane.

Le dichiarazioni fanno il paio con quelle relative al futuro di Sfr, operatore mobile francese di proprietà del gruppo. Il gruppo Vivendi vuole partecipare com la sua filiale Sfr al riassetto delle tlc in Francia, “esplorando attivamente tutte le opportunità”, ha dichiarato il presidente del direttore del gruppo Jean-Francois Dubos in un comunicato. Vivendi ha ieri confermato di essere stata contattata da Altice in merito alla potenziale alleanza con Numericable, tra i maggiori operatori del mercato transalpino della telefonia fissa. Il conglomerato francese, tramite una nota di precisazione, ha risposto a indiscrezioni di stampa sulla firma di un protocollo di intesa con Numericable per la cessione del controllo della divisione di telefonia mobile Sfr con un’operazione dal valore complessivo di 15 miliardi di euro. “Non c’è nessun protocollo di intesa firmato o da firmare”, ha affermato un portavoce di Vivendi senza fornire ulteriori commenti. Secondo il quotidiano economico Les Echos, Altice, holding di controllo di Numericable, avrebbe presentato una proposta per acquisire oltre il 50% di Sfr lasciando a Vivendi il 32%. Tuttavia, nella nota, il conglomerato ha precisato di non aver ricevuto finora alcuna offerta formale.

Vivendi, proprio nell’ambito del progetto di ridimensionamento della presenza nel settore della telefonia, ha deciso di valutare le alternative strategiche sul tavolo per valorizzare Sfr con la possibilità di optare sia per uno scorporo con successiva quotazione in Borsa sia per un processo accelerato di uscita dal settore con la vendita del controllo dell’operatore.

Per quanto riguarda i conti, il 2013 del gruppo si chiuso in bellezza. Vivendi ha registrato con un utile netto piú che decuplicato grazie ai proventi ottenuti dalla cessione parziale della partecipazione detenuta nel produttore statunitense di videogiochi Activision Blizzard. L’utile netto è dunque salito dai 179 milioni di euro del 2012 a 1,97 miliardi con la plusvalenza generata dalla cessione di azioni Activision che ha compensato la svalutazione di Sfr. I ricavi, nonostante le positive performance della pay-tv Canal Plus e di Universal Music, sono invece scesi del 2% a 22,14 miliardi a causa proprio della debolezza dell’operatore di telefonia mobile, alle prese in Francia con l’agguerrita concorrenza delle tariffe low-cost lanciate da Free Mobile.

Vivendi ha avviato da alcuni mesi una profonda revisione delle strategie aziendali che prevede l’abbandono della forma di conglomerato con interessi in svariati campi e un maggior focus sulle attività di entertainment e in particolare su Canal Plus e Universal Music. In tale ambito rientrano le operazioni di cessione delle partecipazioni in Activision Blizzard e Maroc Telecom, che l’anno scorso hanno fatto incassare alla società francese ben 10 miliardi di euro di proventi complessivi. I vertici aziendali, che ritengono possibile ottenere dal mercato migliori valutazioni con un perimetro di gruppo limitato agli asset multimediali, hanno inoltre messo sul mercato ulteriori partecipazioni nel campo della telefonia.

Oltre a Sfr, la presenza della ex Compagnie Generale des Eaux nel settore della telefonia è rappresentata anche dalla brasiliana Gvt, che indiscrezioni delle ultime settimane danno interessata a fondersi con Tim Partecipacoes, la controllata di Telecom Italia in Brasile. Rispondendo agli analisti in conference call il top management della società ha detto di essere molto fiduciosi nel fatto che Gvt resterà. E’ interessante averla nel gruppo focalizzato sui media, perché ha un’ottima rete a banda larga e alta velocità e di ottima qualità in Brasile. Siamo fiduciosi che potra’ fornire tv ad alta qualita’ e anche contenuti”. Gvt “fa parte della strategia” di rafforzamento del gruppo, ha sottolineato uno dei top manager di Vivendi.

Tornando ai conti, il gruppo francese non ha proposto alcun dividendo a valere sul 2013, ma il direttore finanziario Hervé Philippe ha spiegato che il consiglio di sorveglianza prenderà una decisione in merito nel corso della primavera anche perchè è ancora in fase di perfezionamento l’accordo di cessione del 53% di Maroc Telecom a Etisalat raggiunto lo scorso novembre per un controvalore complessivo di 4,2 miliardi di euro.

Parte dei proventi saranno utilizzati anche per acquisire il controllo integrale di Canal Plus France rilevando il 20% attualmente in mano a Lagardere per 1 miliardo di euro circa. D’altro canto le casse di Vivendi sono comunque piuttosto ricche soprattutto dopo la cessione da 8,2 miliardi di dollari di Activision, che ha portato Vivendi a ridurre la propria partecipazione nella societß statunitense dal 61% al 12% circa.