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FINANZA

Gli Ott corrono in Borsa. A dispetto di multe e dossier Antitrust

Facebook, Amazon, Apple e Netflix hanno registrato una crescita del 25% nella prima parte dell’anno. Microsoft top performer con un’impennata del 31%. Solo Alphabet si “ferma” al +3.6%

01 Lug 2019

Antonio Dini

Negli uffici dei regolatori di mercato di tutto il pianeta vengono messi in croce. Ma i mercati votano con i loro portafoglio e promuovono a pieni voti i bit della tecnologia, con una sola, relativa eccezione. Nonostante multe, moniti, stop e minacce di frammentazioni, infatti, i titoli dei big della tecnologia sono cresciuti moltissimo nei primi sei mesi del 2019. Microsoft è quella che ha performato più e meglio degli altri, arrivando ad essere in questo momento l’unica azienda attivamente nel “club dei trilionari”: dopo sei mesi il suo titolo è cresciuto del 31%. Ma in media sono cresciuti del 25% anche quelli di Facebook, Amazon, Apple e Netflix. Mentre a restare più indietro, con “solo” un +3,6% di crescita dall’inizio dell’anno c’è Alphabet, casa madre di Google.

Del gruppo, Facebook ha visto il rally maggiore per prezzo delle azioni, salendo di oltre il 47% dall’inizio dell’anno per raggiungere una capitalizzazione di mercato di 550,9 miliardi di dollari. Le azioni di Netflix sono aumentate fino a superare il 37% mentre Apple e Amazon hanno entrambi visto i loro prezzi azionari aumentare di oltre il 25%.

Durante quel periodo, legislatori e regolatori negli Stati Uniti e all’estero hanno lanciato critiche ai big-tech. Gli scettici, che includono candidati presidenziali come la senatrice del Massachusetts Elizabeth Warren, affermano che le società di tecnologia sono cresciute troppo e abusano di quelle che non esitano a definire posizioni di mercato dominanti.

Mentre il ritornello “frammentate i big-tech” era stato diffuso già prima della proposta politica di Warren, gli investitori sembravano vederlo come una possibilità più concreta all’inizio di questo mese. Le azioni di Facebook, Alphabet, Amazon e Apple sono crollate a seguito delle segnalazioni secondo cui i regolatori antitrust statunitensi si stavano dividendo la responsabilità di supervisione delle società hi-tech.

Durante lo scorso mese tutte le aziende in questione, ad eccezione di Alphabet, hanno aumentato il prezzo delle loro azioni, mostrando che gli investitori sono ancora in gran parte fiduciosi nella capacità di resistenza del settore tecnologico. Il titolo di Facebook è aumentato nel dopo-mercato ad aprile, quando l’azienda ha dichiarato che si attendeva una multa una tantum al massimo di 5 miliardi di dollari in relazione alle indagini condotte dalla Federal Trade Commission in merito alla violazione di un decreto giudiziario del 2011.

Anche altri titoli borsistici di aziende tecnologiche importanti stanno passando un ottimo inizio d’anno. Snap, che è molto più piccola rispetto agli altri giganti della tecnologia con una capitalizzazione di “soli” 19,2 miliardi di dollari, quest’anno ha visto una crescita esplosiva. Il titolo è salito di quasi il 160% nel 2019. All’inizio di questo mese, gli analisti di Btig hanno scritto che la crescita dell’azienda è stata nel mirino degli investitori in quanto ha introdotto nuovi prodotti e opportunità di monetizzazione molto apprezzate dal mercato.

Controcorrente invece Tesla, che ha avuto un inizio di anno più turbolento. L’azienda del mercuriale Elon Musk infatti ha annunciato e poi eseguito in piano di riduzione dei costi radicale. La società, che ha una capitalizzazione di mercato di 39,5 miliardi di dollari, ha visto le sue azioni scendere di oltre il 32% nel corso dei primi sei mesi del 2019.

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