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REGULATION

Google e Whatsapp nel mirino del regolatore tedesco: “Equivalgono alle telco”

La Federal Network Agency della Germania alza il pressing su Facebook e gli Ott: “Pronti a creare il precedente in Europa e regolare messaggistica e posta web-based alla stregua delle Tlc tradizionali”

05 Lug 2018

Il regolatore tedesco delle telecomunicazioni, Bundesnetzagentur o Federal network agency, alza il pressing su Google, Facebook e gli altri Ott: i loro servizi di posta elettronica e di messaggistica vanno regolati come le tradizionali aziende telefoniche.

L’authority tedesca ha intrapreso una battaglia legale con Google nel 2014, con l’obiettivo di assimilarla a un servizio di Tlc, e ora è pronta ad andare in fondo per livellare il terreno della competizione, come ha dichiarato al Financial Times il presidente del Bundesnetzagentur, Jochen Homann: “Noi vediamo che la linea che separa i servizi tradizionali di telecomunicazione e i servizi basati su web come Gmail e Whatsapp è sempre più sfumata. Gli utenti spesso non percepiscono alcuna differenza. Non è giusto che un’azienda che fornisce servizi tradizionali di telecomunicazione debba rispettare determinati requisiti – per esempio sulla protezione dei dati – mentre un’azienda che fornisce servizi comparabili sul web non abbia gli stessi obblighi regolatori“.

Il Bundesnetzagentur ha ordinato a Google nel 2014 di registrare il suo servizio email come “operatore di telecomunicazione”; il colosso americano ha fatto causa e da allora il braccio di ferro legale tra il regolatore e Big G prosegue; il dossier è attualmente presso la Corte europea di giustizia.

Ricadere nella categoria degli operatori Tlc implica una serie di obblighi, come quelli su privacy e sicurezza, compreso fornire l’accesso, in determinate circostanze, alle forze dell’ordine. Homann ha detto che considera la disputa legale con Google come un “banco di prova”: se la Corte di giustizia europea darà ragione all’autorità tedesca, il Bundesnetzagentur adotterà il pugno di ferro con tutti gli Ott imponendo il rispetto delle stesse regole che valgono per le telco.

Vogliamo che le aziende europee competano ad armi pari, soprattutto quando in gioco ci sono la protezione dei dati personali, la pubblica sicurezza e gli obblighi di registrazione”, ha affermato Homann. “Queste regole andrebbero applicate ai servizi di messaggistica come Whatsapp, Facebook Messenger e tutti gli altri servizi del genere. Abbiamo mostrato qual è la strada da seguire”, ha aggiunto Homann: “queste aziende devono essere soggette alle stesse regole delle aziende telefoniche tradizionali anche nei servizi di messaging: sappiano che questa è la direzione in cui ci stiamo muovendo”.

Google non ha rilasciato commenti sul caso in discussione presso la Corte di giustizia Ue ma ha indicato che, a suo avviso, la posizione della Germania contraddice le norme europee e che la questione ha “particolare importanza per le potenziali conseguenze per gli altri servizi di comunicazione e per l’impatto sugli altri paesi Ue. Il Bundesnetzagentur è l’unico regolatore in Europa che ritiene necessario registrare Gmail come servizio di telecomunicazione”. Ma è proprio questo che la Germania tenta di fare: “creare il precedente” per dare il via in Ue a una maggiore regolamentazione che assimili in qualche misura  gli over the top alle Tlc.

Nei giorni scorsi Google ha replicato a un articolo pubblicato dal Wall Street Journal assicurando che l’azienda non viola la riservatezza delle Gmail, “tranne in casi molto specifici – in cui chiediamo e otteniamo il consenso – per esempio per motivi di sicurezza”. Il Wall Street Journal aveva scritto che i produttori di software di app terze utilizzate per Gmail sarebbero in grado di vedere la posta in arrivo violando la privacy.

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