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L'INDISCREZIONE

Google, in arrivo un ad-blocker fatto in casa per Chrome

Big G valuta l’introduzione di un filtro contro la pubblicità invasiva per il browser desktop e mobile. Una mossa per contenere la fuga delle grandi compagnie e contrastare l’effetto negativo di Ad Block e altri tool sui ricavi da advertising

20 Apr 2017

Andrea Frollà

Google sta pianificando l’introduzione di una feature che blocca la pubblicità all’interno dei browser Chrome desktop e mobile. La compagnia Mountain View basa il proprio core business sull’advertising online e da tempo sta cercando di pulire il circuito dagli annunci che contengono contenuti dannosi, come quelli che incitano all’odio o altri. Messaggi che stanno facendo scappare alcune grosse compagnie europee e statunitensi dalla piattaforma.

La possibile introduzione di un ad-blocker firmato Google, riportata dal Wall Street Journal, si inserisce all’interno di questo contesto. Una mossa all’apparenza paradossale, ma che in realtà potrebbe aiutare Google a riacquisire credibilità. Il filtro allo studio di Big G non mira al blocco tutte le pubblicità sul web, ma solo di quelle ritenute inaccettabili dagli standard definiti dalla Coalition for Better Ads di cui Google fa parte. Tra questi i popup invasivi, i video che partono in autoplay e altri annunci che impattano in modo negativo sull’esperienza di navigazione.

Non si tratterebbe dunque di filtri pubblicitari come Ad-Block, in grado di bloccare qualsiasi visualizzazione di contenuto pubblicitario (e quindi di bruciare i ricavi di Google). La feature fatta in casa dovrebbe anzi spingere gli utenti ad abbandonare i blocchi integrali a favore di una protezione più soft.

Il filtro di Google potrebbe arrivare anche a bloccare completamente gli annunci sui siti che pubblicano contenuti sgraditi a Big G, obbligando i webmaster a intervenire in modo deciso. Magari tramite i tool di Adsense, forniti dalla stessa compagnia. La società non ha rilasciato alcun commento sull’indiscrezione rilanciata dal giornale americano e probabilmente non lo farà fino a quando non verrà presa una decisione definitiva.

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