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LA SENTENZA

Migliaia di accessi a Facebook nell’orario d’ufficio: la Cassazione dice sì al licenziamento

Confermata la decisione della Corte d’Appello: il datore di lavoro di una donna bresciana aveva portato come prova la cronologia del computer, dimostrando che nellʼarco di 18 mesi aveva effettuato 4.500 accessi

01 Feb 2019

F. Me

Rischia il licenziamento il dipendente che dal posto di lavoro si tiene impegnato su Facebook. E’ successo a una donna della provincia di Brescia, che lavorava come segretaria part time in uno studio medico. La Cassazione ha reso definitivo il licenziamento disciplinare, confermando la decisione della Corte d’Appello che aveva ritenuto la gravità del comportamento in “contrasto con l’etica comune”, tanto da incrinare il rapporto di fiducia.

Il datore di lavoro aveva portato in tribunale come prova la cronologia del computer, a dimostrare 6mila accessi a internet, di cui 4.500 al social network. I giudici l’hanno accettata, nonostante la difesa della donna avesse lamentato l’insufficienza a dimostrare che fosse stata proprio lei ad accedere a Facebook.

Sul punto la Cassazione non è entrata nel merito, limitandosi a rilevare che la questione attiene al convincimento del giudice di merito, che ha motivato la decisione col fatto che “gli accessi alla pagina Facebook personale richiedono una password, sicché non dovevano nutrirsi dubbi sulla riferibilità di essi alla ricorrente”.

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