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LA SCONTRO

Trump attacca i social: “Pericoloso bannare gli utenti”

Secondo il presidente Usa Facebook & co mettono a tacere le voci repubblicane e conservatrici. Il ceo di Twitter, Dorsey: “Interveniamo solo se gli account violano le condizioni di servizio, non giudichiamo le posizioni politiche”

21 Ago 2018

Federica Meta

Giornalista

Bannare gli utenti? Pericoloso e controproducente per Facebook e Twitter. Ne è convinto il presidente Usa, Donald Trump, che in un’intervista a Reuters ha parlato degli effetti della chiusura degli account.
“Non faccio nomi – ha detto Trump – ma voglio sottolinerare che che quando bannano certi personaggi dai social è una cosa pericolosa: il prossimo potresti essere tu”. 

Le riflessioni del presidente Usa arrivano mentre Facebook & co sono sotto osservazione da parte del Congresso che vuole capire se le piattaforme possano facilitare la propaganda straniera.

Trump ha fatto del suo account Twitter – i follower sono 53 milioni- una parte integrante della sua presidenza, usandolo per promuovere la sua agenda, annunciare la politica e attaccare l’opposizione.

Parole, quelle dell’inquilino della Casa Bianca, che fanno il paio con quanto affermato il 18 agosto: via Twitter Trump aveva attaccato i social media “colpevoli” di discriminare le voci repubblicane e conservatrici. Il riferimento era alla decisione di Facebook, Apple e YouTube di rimuovere alcuni contenuti pubblicati da Infowars, un sito web gestito dal teorico della cospirazione Alex Jones. Anche l’account Twitter di Jones era stato temporaneamente sospeso il 15 agosto.

Trump era apparso in uno spettacolo prodotto da Infowars nel dicembre 2015 durante una campagna per la Casa Bianca. Nel rimuovere i contenuti di Jones, YouTube, Twitter e Facebook avevano spiegato che questi violavano le politiche  riguardanti l’incitamento all’odio e il bullismo.

Nello specifico il ceo di Twitter, Jack Dorsey, aveva detto alla Cnn che il microblogging non sospende gli utenti giudicando i loro punti di vista politici ma solo per la violazione delle condizioni d’uso del servizio.

Ovviamente, ha puntualizzato, “abbiamo bisogno di mostrare costantemente che non stiamo appesantendo i nostri giudizi di partenza che, lo ammetto, guardano più a sinistra. Ma la vera domanda da farsi è: stiamo intervenendo facendoci influenzare dalle ideologie politiche o i punti di vista? No, non lo stiamo facendo. Fine”.

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