LA TRIMESTRALE

Twitter, il boom degli utenti non basta. Flop dei ricavi da adv

I follower monetizzabili crescono del 34% a 186 milioni ma gli introiti da pubblicità crollano del 23%: pesano il lockdown e le proteste civili negli Usa. Il social prevede una graduale ripresa

23 Lug 2020

Patrizia Licata

giornalista

Nel secondo trimestre 2020 Twitter batte ogni attesa con un incremento-record del 34% degli utenti giornalieri attivi, ma delude sui ricavi, in flessione del 23% anno su anno.  L’azienda guidata dal ceo Jack Dorsay ha detto di aver visto una ripresa “moderata” della vendita di pubblicità rispetto a marzo, in piena emergenza coronavirus, ma le revenue restano col segno meno e sono inferiori alle attese di mercato. I numeri di Twitter non preoccupano però Wall Street, dove il titolo ha guadagnato oltre il 6% negli scambi premarket dopo la diffusione del report finanziario.

Boom di utenti nel lockdown

Nel dettaglio, i ricavi di Twitter nel secondo trimestre ammontano a 683 milioni di dollari contro i 707 milioni attesi dagli analisti (dati di Refinitiv). I ricavi da pubblicità ammontano a 562 milioni, ovvero -23% anno su anno. Ma, sottolinea il report finanziario, la flessione si limita a -15% se si considerano i risultati delle ultime tre settimane di giugno in paragone alle ultime tre settimane di giugno 2019. La perdita per share è di 1,39 dollari adjusted; pesa il rosso da 1,1 miliardi legato a imposte non monetarie differite (non-cash deferred tax asset).

Gli utenti attivi giornalieri monetizzabili (mDAUs) sono 186 milioni contro i 172,8 milioni attesi dagli analisti (dati di StreetAccount). Il balzo degli mDAUs è pari al 34% anno su anno, il tasso di crescita più alto da quando Twitter riporta questo dato.

L’azienda della piattaforma social ha attribuito questo risultato in gran parte alle misure di lockdown decise in tutto il mondo per arginare i contagi da Covid-19 e alla discussione globale sulla pandemia e altri eventi di rilievo che hanno portato le persone e le istituzioni a comunicare e condividere opinioni sulla piattaforma dei cinguettii. Twitter ha anche sperimentato gli eventi virtuali per stimolare la conversione, cercando di bilanciare l’annullamento degli eventi sportivi da cui l’azienda trae parte dei suoi introiti pubblicitari.

Ripresa lenta per la pubblicità

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Alla fine del primo trimestre Twitter aveva detto di aver registrato pochi segnali di ripresa dopo che la spesa in advertising era stata duramente colpita a marzo negli Stati Uniti dal diffondersi della pandemia. Nel report finanziario del secondo trimestre Twitter assicura tuttavia di aver osservato “una graduale, moderata ripresa rispetto ai livelli di marzo per tutto il periodo del secondo trimestre tranne che tra fine maggio e metà giugno, quando molti brand hanno rallentato o messo in pausa i loro investimenti pubblicitari come reazione alle manifestazioni civili negli Usa”. La domanda degli inserzionisti è poi gradualmente tornata a crescere con il diminuire delle proteste organizzate in tutto il paese dopo l’uccisione di George Floyd.

Twitter ha anche reso noto di aver terminato la ricostruzione dei suoi ad server cui ha attribuito il crollo di utili nel terzo trimestre del 2019. L’azienda ha detto che ora potrà personalizzare e monetizzare al meglio le pubblicità.

Dossier dell’Fbi sull’attacco hacker

Nei prossimi mesi Twitter dovrà probabilmente subire lo scrutinio delle autorità Usa per il grave attacco hacker subito qualche giorno fa. Si è trattato di una vera truffa lanciata contro Twitter attraverso decine di account hackerati tra cui quelli di personaggi di alto rilievo, dall’ex presidente Barak Obama al candidato democratico per le prossime presidenziali, Joe Biden, ma anche di alcuni dei protagonisti della Silicon Valley come Elon Musk, fondatore di Tesla, Jeff Bezos, numero uno di Amazon, e Bill Gates, fondatore di Microsoft.

La struttura del raggiro era semplice: facendo affidamento sui milioni di follower su cui contano questi personaggi, gli hacker sono riusciti a violare i loro profili e a far partire un tweet “esca”, la richiesta di mille dollari in bitcoin per riceverne a stretto giro indietro il doppio. Ognuno motivava questa richiesta in modo differente: se dal profilo di Elon Musk la giustificazione era “oggi mi sento generoso”, da quello di Obama era “Voglio restituire alla comunità quello che mi ha dato”. Gli hacker sono riusciti a raccogliere 117mila dollari in bitcoin prima che i profili hackerati venissero bloccati e i post dei cybercriminali eliminati.

Twitter ha reso noto che gli hacker hanno manipolato i suoi dipendenti per ottenere accesso ai sistemi interni; così hanno resettato le  password e si sono collegati a 45 dei 130 account presi di mira. L’azienda ha detto che sembra che gli hacker abbiano anche avuto accesso alle caselle dei messaggi diretti di 36 account.

Il blitz hacker contro Twitter ha già fatto scattare l’allarme del governo americano: del caso si sta occupando l’Fbi che ha aperto un dossier per cercare di capire meccanismi e motivazioni alla base dell’attacco, ovvero se si sia trattato “solo” di una truffa a scopo estorsione di denaro o di una prova d’orchestra di altri tipi di attacchi in vista delle elezioni presidenziali Usa.

Le sfide di Twitter tra fake news e antitrust

Al di là dell’attacco informatico, Twitter resta un osservato speciale, insieme agli altri social media, per la diffusione di fake news e hate speech. Un ordine esecutivo del presidente Donald Trump ha chiesto di rendere le piattaforme tecnologiche penalmente responsabili dei contenuti postati.

Trump ha anche chiesto al ceo di Twitter, ma anche a quelli di Facebook, Google, Amazon e Apple, di testimoniare di fronte a un panel del Congresso che si occupa di antitrust. Il presidente e alcuni parlamentari conservatori sostengono che Twitter attui le sue attività di moderazione dei contenuti in modo pregiudizievole, ovvero favorendo le opinioni dei Democratici e dando meno spazio a quelle dei Repubblicani (accusa che Twitter ha sempre respinto)

Nella lettera ai suoi azionisti Twitter ha indicato di aver rafforzato la sua capacità di scovare i tweet che violano le sue policy sul contrasto alla disinformazione, anche in materia di Covid-19. Questa attività – afferma l’azienda – ha impedito 68 milioni di impression.

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