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Twitter, ecco l’algoritmo per bloccare l’hate speech

Messe a punto nuove soluzioni per neutralizzare gli autori di molestie, propaganda estremista e fake news. Il Vp engineering Ed Ho: “Impariamo molto dai nostri tentativi e dai nostri errori, oltre che dai feedback degli utenti”

01 Mar 2017

A.S.

Smascherare gli account utilizzati per compiere operazioni che vanno contro il codice di condotta di Twitter, come l’hate speech o le molestie, utilizzando un algoritmo. E’ il progetto del social network, che fin qui si era affidato, per questo scopo, alle segnalazioni volontarie dei propri utenti, finendo per essere accusato di fare troppo poco per limitare un fenomeno dalle conseguenze potenzialmente gravi per un’ampia fetta dei propri iscritti.

La società utilizza già alcune tecnologie per individuare chi fa un uso improprio della piattaforma, e in ogni caso continuerà a monitorare le segnalazioni che provengono dalla propria rete di utenti. La prospettiva è quella di introdurre nuove limitazioni per gli account “sospetti” che verranno scovati dalla nuova tecnologia, restringendo ad esempio la visibilità dei loro tweet soltanto ai follower, oltre che cancellando o sospendendo i profili.

“Vogliamo agire sugli account soltanto quando siamo ragionevolmente sicuri, grazie ai nostri algoritmi, che il loro comportamento sia scorretto – spiega in un post sul blog aziendale Ed Ho, vicepresidente della parte tecnica e ingegneristica – dal momento che si tratta di strumenti nuovi faremo qualche errore, ma stiamo lavorando intensamente per migliorare queste tecnologie giorno dopo giorno”.

Tra le altre novità, Twitter sta introducendo nuove opzioni per le funzioni di filtro, per consentire agli utenti di limitare la visualizzazione di alcuni generi di account, come quelli sprovvisti di fotografia, e ha annunciato di voler tenere al corrente gli utenti delle irregolarità che rileva.

Gli aggiornamenti appena annunciati sono gli ultimi di una lunga serie di contromisure che il social network ha messo in pratica negli ultimi mesi per contrastare gli abusi, per dare una risposta alle lamentele di utenti e a volte anche di Stati sulla prevenzione della propaganda estremista, oltre che sulla limitazione delle molestie e delle fake news.

“Stiamo imparando molto man mano che he proseguiamo nel nostro impegno di rendere Twitter più sicuro, non soltanto dai cambiamenti che apportiamo ma anche dai nostri errori – sottolinea Ho – e ovviamente dai feedback che riceviamo”.