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IL DOSSIER

Un’asta online per l’adv online: ecco la proposta di Google all’Europa

Questo il “rimedio” che il motore avrebbe sottoposto all’Antitrust a seguito della maxi multa da 2,4 miliardi. Ma per la Vestager potrebbe non bastare

18 Set 2017

Patrizia Licata

Per soddisfare l’Antitrust europeo che la accusa di abuso di posizione dominante nello shopping online e le ha inflitto la multa record 2,4 miliardi di euro, Google avrebbe offerto alle autorità dell’Ue di permettere ai siti rivali di shopping comparativo di conquistarsi spazi pubblicitari sul suo motore di ricerca tramite un’asta aperta a tutti. In pratica Google si impegna a permettere ai competitor di partecipare a una gara in cui sia il servizio di comparazione degli acquisti di Google che quelli dei siti rivali potranno comprarsi il posizionamento sulle pagine del motore di ricerca. Ci sarebbe un prezzo minimo sotto il quale non si può scendere. Ciò sarebbe sufficiente, secondo il colosso americano, per convincere l’Europa che Google ha smesso di favorire il proprio servizio a danno dei concorrenti.

A riferire della proposta di Google sono fonti a conoscenza della situazione riportate dall’agenzia di stampa Reuters. La proposta somiglia a quella già formulata da Big G tre anni fa nel tentativo di chiudere l’indagine aperta dalla Commissione europea ma respinta dall’Antitrust dell’Ue. Tuttavia, mentre allora Google voleva riservare al suo servizio di shopping comparativo i due posizionamenti top nei risultati di ricerca, ora metterebbe all’asta anche questi.

La Commissione Ue sostiene che Alphabet, la capogruppo di Google, ha abusato della propria posizione dominante nel campo dei motori di ricerca dando un vantaggio illecito al suo servizio di comparazione degli acquisti; se il colosso americano non modificherà il suo comportamento entro il 28 settembre rischia di dover pagare una multa pari al 5% dei ricavi giornalieri per ogni giorno di mancata attuazione.

La proposta avanzata da Google (che nel frattempo ha fatto ricorso contro la multa) è stata presentata alla Commissione europea il 29 agosto, ma secondo le fonti di Reuters non risolve le problematiche portate alla luce dai regolatori europei, perché la Commissione ha esplicitamente ingiunto a Google di trattare il suo servizio e quelli rivali allo stesso modo e il meccanismo studiato da Big G non sarebbe sufficiente. Google ha nel frattempo presentato all’Ue anche dei “rimedi” all’accusa di abuso di posizione dominante nello shopping e finora la Commissaria Ue Margrethe Vestager si è detta soddisfatta affermando che le proposte vanno “nella direzione giusta”.

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