Agenda digitale, ecco la task force di Caio - CorCom

GLI ESPERTI

Agenda digitale, ecco la task force di Caio

Dodici esperti affiancheranno il super consulente nella realizzazione del piano. Spiccano i nomi di Francesco Sacco, Alfonso Fuggetta e Guido Scorza. Avanti tutta su anagrafe, identità digitale e fatturazione elettronica

21 Ott 2013

Federica Meta

Dodici esperti in missione per l’Agenda digitale. In occasione del forum di Confindustria digitale, Francesco Caio, mister Agenda digitale ha reso noti i noti della struttura che lo affiancherà nella realizzazione del piano. Si tratta di Benedetta Rizzo, Andrea Prandi, Alfonso Fuggetta, Massimiliano Pianciamore, Luca De Biase , Anna Pia Sassano , Francesco Sacco, Edoardo Colombo, Andrea Rigoni, Alessandro Osnaghi, Guido Scorza e Fausto Basile.

Tra gli obiettivi prioritari di cui si dovrà occupare il team i tre annunciati dallo stesso Francesco Caio al nostro giornale: anagrafe unica, identità digitale e fatturazione elettronica. “L’anagrafe è lo scheletro logico e la base informativa unificante che svolge due funzioni abilitanti – ha spiegato Caio al Corriere delle Comunicazioni – dare certezza del dato su popolazione e residenza e funzionare come una sorta di “indice” per i servizi digitali della PA che vi si possono agganciare. Inoltre, l’anagrafe è un progetto sfidante per i rapporti tra centro e periferia nonché il primo grande esempio di un servizio in cloud, a cui i Comuni fanno riferimento per i dati, ma gestiscono in locale i servizi. Si tratta di uno schema di riferimento per impostare tutta la digitalizzazione in cloud della PA”.

Secondo mister Agenda digitale “avere una password unica per accedere ai servizi dell’amministrazione, che permetta di identificare il cittadino in maniera univoca dal sistema della PA, è la base per puntare a servizi erogati da sistemi interoperabili”.

Sul versante fatturazione Caio ha ricordato che la scelta di dare priorità alla fatturazione è quasi obbligataper consentire il governo di rafforzare le capacità di controllo di gestione dello Stato e di mettere in campo strategie di spending review basate su dati certi e trasparenti. Il tutto aumentando il livello di servizio verso le imprese”.