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LA NOMINA

Agid, ecco chi selezionerà il nuovo direttore generale

Alberto Marchetti Spaccamela, Elio Gullo e Sonia Bergamaschi nella commissione che valuterà le 76 candidature arrivate sul tavolo della ministra Bongiorno. La prima scrematura prevede un colloquio a cui potranno accedere non più di dieci tra i nomi in lizza. Solo 3 arriveranno alla “fase finale”

24 Lug 2018

F. Me

Si stringe sulla nomina del nuovo dg di Agid. È operativa infatti la commissione che valuterà le candidature. Come si legge nel decreto istitutivo l’organismo è formato da Alberto Marchetti Spaccamela, direttore  del Dipartimento di Ingegneria informatica, automatica e gestionale Antonio Ruberti dell’Università di Roma “La Sapienza”; Sonia Bergamaschi, professore ordinario Università degli studi di Modena e Reggio Emilia; Elio Gullo, direttore dell’Ufficio innovazione e digitalizzazione del Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Le funzioni di Segretario della Commissione sono svolte invece da Paola Edda Finizio, dirigente del Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

La prima scrematura prevede un colloquio a cui possono accedere non più di dieci tra i nomi in lizza. Dopo di che alla ministra Bongiorno, cui spetta la decisione, sarà sottoposta una rosa di tre.

Sono arrivate al ministero 76 candidature: il ministero della PA ha pubblicato l’elenco dei candidati che hanno dato l’assenso a veder diffuso il loro nome (68 su 76).

In attesa del direttore generale, la ministra ha scelto Francesco Tortorelli come “reggente”.

La nomina di un reggente si è resa necessaria in quanto Agid è un organismo monocratico e pertanto senza un dg – Antonio Samaritani ha terminato il mandato  – è praticamente impossibilitata a svolgere le attività. Nel decreto si evidenzia la necessità “di garantire, nel rispetto dei principi di buon andamento, efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa, la funzionalità dell’Agenzia e lo svolgimento delle funzioni connesse alla sicurezza sul lavoro, nonché di quelle esercitate in via di ordinaria amministrazione e, in particolare, quelle di carattere istruttorio e quelle attinenti ad atti vincolati, mediante la copertura temporanea dell’incarico attraverso l’istituto della reggenza”.

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