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IL PIANO

Bongiorno: “Nella PA 450mila nuove assunzioni”. Faro sulle e-skill

Il personale sarà assunto nell’arco del 2019: priorità alle competenze digitali. E contro i “furbetti del cartellino” arriva la biometria. La ministra: “Basta tagli, è ora di tornare ad investire”

22 Ago 2018

Federica Meta

Giornalista

450mila nuove assunzioni nel 2019, con un occhio – stando a quanto risulta a CorCom – alle e-skill, e biometria (impronte digitali o scanner dell’iride) per combattere i furbetti del cartellino. E’ questo il piano della ministra della PA, Giulia Bongiorno, per innovare la burocrazia.

Il ddl che inaugurerà la stagione delle riforme del governo giallo-verde si chiamerà “concretezza” perché, come spiegato dalla stessa Bongiorno, “desidera porre fine a riforme fumose destinate a restare sulla carta”.

Secondo quanto riporta il Sole 24 Ore, l‘articolo 2 della bozza di ddl recita così: “l’orario di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche verrà rilevato tramite sistemi di identificazione biometrica“. E cioè impronte digitali, mappa dell’iride, riconoscimento vocale, per restare agli strumenti principali già utilizzati per la security (cyber e non) delle aziende private. A queste si aggiungeranno i più classici meccanismi di videosorveglianza. Un decreto attuativo, stabilirà le modalità e i limiti, sentito il Garante Privacy.

Il tema dell’assenteismo resta una delle piaghe più dolorose nella PA che si appresta a fare il salto 4.0. Come si legge nella relazione illustrativa del ddl “recentemente ulteriori episodi  hanno evidenziato la gravità e la diffusione del fenomeno (dell’assenteismo ndr), dimostrando l’insufficienza e l’inidoneità delle modalità tradizionali di rilevazione delle presenze (cosiddetti fogli firme o badge)”. Da qui l’intenzione di ricorrere alle nuove tecnologie ed espandere su larga scala le esperienze “pilota” più riuscite.

Contestualmente Palazzo Vidoni si impegna a elaborare e dare attuazione al “Piano triennale delle azioni concrete per l’efficienza delle pubbliche amministrazioni”. La redazione spetterà a un team di  53 dipendenti: 23 già nell’organico delle PA e 30 da reperire con concorso. Il costo delle riforma targata Bongiorno è stimata a 3,9 milioni, da trovare attingendo a uno più fondi di riserva del Mef.

“Se continuiamo a tagliare la pubblica amministrazione, che è il cuore del Paese è chiaro che non funzionano i servizi e che nessuno viene ad investire in un paese paralizzato. Un processo che dura 10 anni perché mancano i cancellieri fa scappare gli investitori stranieri e rende profondamente ingiusta la giustizia – ha spiegato al Corriere della Sera la ministra -Però io credo che se da un lato ci vogliono assunzioni, dall’altro bisognerà intensificare la lotta all’assenteismo. Nel 2018 mi sembra doveroso introdurre fra gli strumenti l’autenticazione personale che può avvenire o con le impronte digitali o con l’iride”.

Infine, c’è la riforma della dirigenza “che attualmente non è adeguatamente motivata”: “sarà un organo terzo che accompagnerà le amministrazioni dalla fase della individuazione degli obiettivi a quella delle valutazioni”.

La strategia del governo è legata a doppio filo a quella dell’Agenzia per l’Italia digitale, in attesa delle nomina del nuovo dg. La ministra della PA, Giulia Bongiorno, sta analizzando i cv degli ultimi 3 candidati rimasti, su un totale di 67 candidature presentate. Il successore di Antonio Samaritani sarà scelto nella rosa di questi 3 nomi.

Secondo quanto risulta a Corcom fra i tre ci sarebbero un membro del Team Digitale di Diego Piacentini e una donna. Secondo quanto risulta a Corcom la partita è rimandata a settembre.

In attesa della nomina del nuovo direttore generale è Francesco Tortorelli a svolgere la funzione di reggente con incarico conferitogli dal ministro della PA Giulia Bongiorno (decreto del 13 luglio 2018) .

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