Carta di identità elettronica, scoppia il caso italiani all'estero - CorCom

AGENDA DIGITALE

Carta di identità elettronica, scoppia il caso italiani all’estero

Ad oggi il servizio è disponibile solo in Francia, Austria, Grecia, Estonia, Lettonia, Lituania, Romania e Cipro. L’allarme di Forza Italia: “Discriminati milioni di nostri concittadini”. Ma il governo assicura: “Rispettata la roadmap. Dal 1° ottobre la smart card anche in Germania e Lussemburgo”

11 Set 2020

Federica Meta

Giornalista

Update 5 ottobre 2020

Da ottobre la Cie è disponibile anche in Germania, Paese in cui risiedono circa 600mila connazionali regolarmente iscritti all’Aire, e in Lussemburgo.

In Germania, nello specifico, la carta d’identità elettronica sarà disponibile nelle sedi di Berlino, Colonia, Dortmund, Francoforte, Friburgo, Hannover, Monaco di Baviera, Stoccarda.

Il servizio era già disponibile nelle sedi consolari di Parigi, Lione, Marsigla, Mets e Nizza, oltre che a Vienna, ad Atene, Riga, Tallin, Vilnius, Bucarest, Nicosia.

Cie, il caso italiani all’estero

Mentre il decreto Semplificazioni inaugura una nuova fase per la digitalizzazione del Paese, assicurando a tutti i cittadini l’accesso ai servizi in rete della Pubblica amministrazione con la Carta d’identità elettronica (Cie), scoppia il caso italiani all’estero.

Ad oggi infatti non tutti i nostri concittadini che vivono in altri Paesi riescono ad ottenere la smart card, essendo il servizio disponibile solo nelle sedi consolari di Parigi, Lione, Marsigla, Mets e Nizza, oltre che a Vienna, ad Atene, Riga, Tallin, Vilnius, Bucarest, Nicosia.

A tal proposito, in occasione del via libera del Dl Semplificazioni alla Camera, Fucsia Nissoli Fitzgerald, deputata di Forza Italia eletta in Nord e Centro America, ha presentato un odg, rigettato dal governo. Si chiedeva un impegno per “portare a conclusione il piano operativo che consente di estendere le procedure di realizzazione della carta di identità elettronica e del sistema Spid ai cittadini italiani residenti all’estero, con riferimento sia ai cittadini italiani residenti nei paesi Ue che a quelli residenti nei paesi extra Ue e iscritti all’Aire”.

Ho chiesto che fosse data agli italiani all’estero la possibilità di accedere ai servizi Spid e di ottenere, in Consolato, la Carta di Identità elettronica – spiega la deputata – L’accesso all’identità digitale semplificherebbe molte procedure anche per i nostri connazionali all’estero e se il nostro Paese è capace di innovazione occorre usare tale capacità anche per semplificare le procedure in favore degli italiani all’estero”.

Sul fronte Cie, la risposta arriva dal sottosegretario agli Esteri, Ricardo Merlo. “Si sta sviluppando secondo i tempi prestabiliti il sistema della carta d’identità elettronica (Cie) in Europa, fondamentale per tanti nostri connazionali che non vivono in Italia – dice Merlo – Non soltanto un semplice documento di viaggio, ma uno strumento grazie al quale potersi interfacciare, da remoto, con la pubblica amministrazione e non solo. Dopo la prima fase di sperimentazione, tutto procede come stabilito. In Germania e Lussemburgo sarà possibile stampare la Cie a partire dal 1° ottobre”. Per quanto riguarda in particolare la Germania, la carta d’identità elettronica sarà disponibile nelle sedi di Berlino, Colonia, Dortmund, Francoforte, Friburgo, Hannover, Monaco di Baviera, Stoccarda.

“Lo strumento della Cie – fa sapere ancora il sottosegretario– sarà presente molto presto in tutti i Paesi europei e in un prossimo futuro nel mondo intero. Come governo, con il ministero degli Esteri in prima linea, continuiamo a lavorare senza pausa per gli italiani all’estero, ovunque siano nel mondo”.

Ma se sulla Cie il processo è in fieri su Spid la situazione è più chiara, almeno sul fronte della richiesta, come spiega Walter Arrighetti esperto di identità digitale, consulente Agid e docente di cybersecurity alla John Cabot University. “Già adesso tutti i cittadini italiani residenti all’estero, anche nei Paesi extra Ue, possono richiedere Spid. Gli identity provider sono tutti dotati di sistemi che consentono di effettuare il procedimento da remoto: è sufficiente avere un documento di identità (passaporto, carta di identità, patente) e il tesserino del codice fiscale”.

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Come è cambiato in Italia il quadro normativo dei pagamenti digitali verso la PA?

Il tesserino del codice fiscale è un documento sostituitivo a cui hanno diritto coloro che hanno un codice fiscale ma, non essendo residenti in alcuna regione italiana, non hanno la tessera sanitaria.

Diverso il discorso sul fronte dell’accesso ai servizi. “Un cittadino italiano residente all’estero dotato di Spid può accedere ai servizi digitali della PA italiana, ma non è detto che possa usufruire delle prestazioni dell’amministrazione del Paese in cui vive – prosegue Arrighetti – Solo i Paesi che hanno comunicato alla Ue il loro schema di identità digitale (sono 13 quelli che non l’ha ancora fatto) sono in grado di mettere a disposizione servizi accessibili via Spid, tramite il nodo europeo eIDAS. Si tratta però di un ‘problema’ che non dipende dall’Italia bensì dai partner europei e, volendo allargare la questione, agli Stati extra Ue che hanno sistemi di accesso all’amministrazione spesso diversi dai nostri”.

Carta di identità elettronica all’estero, come ottenerla

Il cittadino richiedente iscritto all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire) in una delle circoscrizioni consolari dove la Cie è disponibile deve prenotare online su piattaforma dedicata l’appuntamento presso la sede di competenza.

I dati del cittadino vengono trasmessi dal consolato al centro di produzione nazionale dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (Ipzs), che produce materialmente le carte.

La Cie viene poi recapitata all’indirizzo indicato dal cittadino entro 15 giorni dalla rilevazione dei dati biometrici.

Il costo complessivo dell’operazione è:

– di 21,95 euro in caso di primo rilascio o rinnovo;
– di 27,11 euro in caso di duplicato per furto o smarrimento.

Cie all’estero, domande frequenti

Il cittadino italiano residente all’estero può richiedere la la carta di identità presso il Comune di provenienza in Italia, anche se residente all’estero?

I Comuni italiani continuano ad avere la competenza primaria per il rilascio delle carte d’identità e possono continuare a rilasciare tale documento anche ai cittadini residenti all’estero. I cittadini italiani iscritti all’Aire possono sempre recarsi al proprio Comune di provenienza e ottenere la carta d’identità, ma soltanto in formato cartaceo e non elettronico. Si dovrà contattare il proprio comune Aire per informazioni sulle modalità e la tempistica di rilascio del documento.

Si può richiedere la carta di identità elettronica se l’atto di nascita non è registrato in Italia?

L’atto di nascita deve già essere stato registrato presso il proprio Comune di iscrizione Aire. Laddove l’atto di nascita del connazionale non sia già trascritto in Italia, l’interessato deve preliminarmente presentare l’atto di nascita per la trascrizione in Italia.

Quanto sopra si applica a tutti i connazionali, inclusi coloro che sono già in possesso di precedente documento italiano, ma che sono nati all’estero (non in Italia) e hanno acquisito la cittadinanza italiana all’estero (ma non tramite il Consolato Generale d’Italia a Nizza) o in Italia.

Come e quando effettuare il pagamento della Cie?

Il pagamento dovrà essere effettuato il giorno dell’appuntamento in contanti o assegno francese intestato al consolato di riferimento. Per le richieste relative ai minori di 12 anni e per affetti da patologie che inibiscano la possibilità di recarsi in Consolato, il pagamento sarà effettuato in assegno ed inviato per corrispondenza, congiuntamente alla documentazione richiesta. Il costo della Cie è  21,95 euro prima emissione o rinnovo; 27,11 euro duplicato per furto, smarrimento o deterioramento.

In quanto tempo si riceve la Cie?

La smart card sarà inviata dall’Italia tramite raccomandata, a cura dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, direttamente all’indirizzo prescelto dal richiedente, dopo 15 giorni circa dalla data dell’incontro in Consolato e/o dal perfezionamento della richiesta. Il richiedente potrà verificare il tracciamento della spedizione sul sito di Poste italiane.

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