Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

INNOVAZIONE

Domicilio digitale più vicino, arriva la piattaforma unica per le Pec

Il sistema Agid-InfoCamere raccoglierà tutte le caselle di Posta elettronica certificata di persone fisiche ed enti: base di partenza l’indice Ini-Pec del Mise. Il debutto prima dell’estate, a gennaio 2019 la messa a regime

11 Giu 2018

F. Me

Passi avanti verso la realizzazione del domicilio digitale dei cittadini. Prima dell’estate sarà lanciata la piattaforma che gestirà tutte le caselle Pec a cui le PA potranno inviare comunicazioni con valore legale come le raccomandate tradizionali.

Messo a punto dall’Agenzia per l’Italia digitale e InfoCamere, il sistema dovrà incoroprare l’indice nazionale dei “domicili digitali” di tutte le persone fisiche e degli enti non tenuti all’iscrizione nell’elenco dedicato ad imprese e professionisti ovvero l’Ini-Pec, lanciato dal Ministero dello Sviluppo Economico e gestito da InfoCamere. Questo elenco conta al momento circa 6 milioni di caselle Pec: 1,5 milioni di professionisti e 4,5 milioni di imprese. C’è poi l’indice, l’Ipa, acronimo indicante l’Indice delle PA, che conta ben 22mila enti.

Il nuovo sistema dovrebbe entrare a pieno regime a gennaio 2019 del prossimo anno, così come prevede il Codice dell’Amministrazione Digitale (Cad). Come spiega il dg di Infocamere, Paolo Ghezzi, “ le precedenti conoscenze acquisite con l’Ini-Pec hanno permesso una notevole riduzione dei tempi nella preparazione della piattaforma informatica”.

La messa a regime del sistema, oltre ad efficientare la comunicazione PA-utente, consentirà anche notevoli risparmi di spesa. Secondo una recente stima di Infocamere, la gestione degli indirizzi che già si trovano su Ini-Pec ha consentito nel 2017 un taglio delle spese di oltre 132 milioni di euro.

Il domicilio digitale a regime dovrebbe portare a circa 250 milioni di euro di risparmi all’anno. Basta pensare, infatti, che il nuovo indirizzo via internet porterà ad azzerare gradualmente le spese postali.

Il diritto al domicilio digitale è stato introdotto con il nuovo Cad. La digitalizzazione dei rapporti tra cittadini e PA si fonda sul domicilio digitale, definito nell’articolo 1 come l’indirizzo di posta elettronica certificata o altro servizio di recapito certificato qualificato secondo le norme eIdas, che consente la prova al momento della ricezione. L’articolo 3-bis riconosce ai cittadini la possibilità di indicare al Comune di residenza un domicilio digitale che come canale esclusivo di comunicazione con l’amministrazione.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Argomenti trattati

Approfondimenti

A
agid
D
domicilio digitale
I
infocamere

Articolo 1 di 5