E-fattura, la proposta delle Camere: obbligo per tutte le partite Iva - CorCom

RIFORMA FISCALE

E-fattura, la proposta delle Camere: obbligo per tutte le partite Iva

Nel documento a cui stanno lavorando le commissioni Finanze di Montecitorio e Palazzo Madama, si raccomanda di estendere lo strumento anche alle piccole imprese e ai forfettari. Nei giorni scorsi l’appello della Corte dei Conti

25 Giu 2021

Fatturazione elettronica a tutte le partite Iva. È la proposta – scrive il Messaggero – emersa dal documento delle Commissioni Finanza di Camera e Senato per ridisegnare il sistema fiscale italiano, documento che consentirà di indirizzare l’elaborazione della legge delega al governo. Tra misure anti frode, si legge nelle prime bozze del documento, si raccomanda la “chiusura del perimetro” dell’obbligo di fatturazione elettronica, estendendolo a tutti i soggetti attualmente esentati e l’esclusione di possibili eccezioni all’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri (che sostituisce gli obblighi di registrazione dei corrispettivi).

Per le Commissioni “la digitalizzazione del fisco sia stato lo strumento maggiormente efficace nel contrasto all’evasione fiscale, e supportano l’approccio strategico esplicitamente contenuto nel Pnrr che vede nella digitalizzazione l’investimento più potenzialmente redditizio all’interno dell’Amministrazione Finanziaria, assieme a quello volto a dotarla delle competenze tecniche necessarie per metterlo adeguatamente a valore”.

L’appello della Corte dei conti

Nei giorni scorsi anche la Corte dei conti aveva evidenziato il ruolo anti elusione che può svolgere la e-fattura, auspicando  la necessità di superare facoltatività e-fattura. 

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Fatturazione elettronica

“I risultati 2020 dimostrano come l’attività di accertamento e   controllo sia stata graduata, e in parte fermata, durante l’emergenza sanitaria – puntualizzava il presidente di coordinamento delle Sezioni Riunite in sede di controllo della Corte dei conti, Enrico Flaccadoro  – Non si può non osservare come la riscossione dei crediti pubblici presenti da tempo gravi difficoltà: a 20 anni dall’iscrizione a ruolo, la percentuale è inferiore al 30% del carico netto; dopo 10 anni non raggiunge il 15%”.

In questo contesto “permane il notevole gap rispetto all’andamento dell’Iva negli altri Stati dell’Unione europea nonostante l’effetto positivo recato sia dall’ampliamento del reverse charge e dello split payment, che dall’adozione della fatturazione elettronica. Ciò dovrebbe spingere a valutare il superamento della facoltatività della fatturazione elettronica – suggeriva – per i contribuenti che si avvalgono del cosiddetto regime forfetario”.

Per la Corte dei conti oltre al rilievo che assume per il corretto funzionamento dell’intero sistema la conoscenza completa degli scambi intercorsi tra tutti gli operatori economici “l’estensione di tale modalità consentirebbe di gestire completamente in via informatizzata i processi di registrazione, liquidazione e  dichiarazione Iva, contribuendo per questa via al processo di  semplificazione degli adempimenti portato avanti in questi anni”.

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