PUBBLICITÀ LEGALE

Gare d’appalto, via alla piattaforma Anac per bandi e avvisi. Addio alla Gazzetta ufficiale

Dal 1° gennaio 2024 scatta l’obbligo per le stazioni appaltanti. La banca dati dell’Autorità prenderà in carico ogni giorno le richieste di pubblicazione trasmettendole all’Ufficio europeo. Accesso e disponibilità fino al completamento della procedura e all’esecuzione del contratto

Pubblicato il 28 Dic 2023

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Dal 1° gennaio 2024 diventa pienamente efficace, come previsto dal nuovo Codice degli Appalti e dagli impegni presi con il Pnrr, la digitalizzazione integrale del ciclo degli appalti. In particolare, l’obbligo per le stazioni appaltanti della pubblicità legale per ogni genere di appalto e contratto pubblico non verrà più assolto attraverso la Gazzetta Ufficiale, ma – come stabilito dalla nuova normativa – attraverso la Piattaforma Anac per la pubblicità legale.

E’ quanto stabilisce la delibera (SCARICA QUI IL TESTO ORIGINALE) predisposta da Anac, d’intesa con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per assicurare alle stazioni appaltanti e agli operatori economici l’esaustività delle indicazioni relative all’intero ciclo di vita dei contratti pubblici.

Parte della Banca Dati Anac

La piattaforma sarà parte della Banca Dati Anac e garantirà la pubblicità legale degli atti, anche mediante trasmissione dei dati all’Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea, come stabilito dall’articolo 84 del nuovo Codice, per bandi e avvisi di appalti di importo pari o superiore alle soglie di rilevanza europea. La Banca dati Anac prenderà in carico ogni giorno le richieste di pubblicazione trasmesse attraverso le piattaforme digitali da parte delle stazioni appaltanti, trasmettendole all’Ufficio europeo.

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La pubblicità a livello nazionale di bandi e avvisi relativi ad affidamenti inferiori alla soglia di rilevanza europea viene garantita direttamente dalla banca dati Anac, che li pubblica sulla piattaforma per la pubblicità legale degli atti. Dalla data di pubblicazione degli atti nella Banca Dati Anac, le stazioni appaltanti e gli enti concedenti dovranno rendere accessibili i documenti di gara, garantendone l’accesso e la disponibilità fino al completamento della procedura e all’esecuzione del contratto. Le stazioni appaltanti e gli enti concedenti sono responsabili della correttezza e della veridicità dei dati e delle informazioni contenuti negli atti trasmessi alla Banca Dati Anac per la pubblicazione.

Così il passaggio ai nuovi sistemi

Con l’entrata in vigore della novità, verranno in pratica meno i regimi transitori di pubblicità legale nei contratti pubblici, le attività riguardanti il ciclo di vita dei contratti pubblici e rientranti nell’ecosistema di approvvigionamento digitale e l’utilizzo delle piattaforme di approvvigionamento digitale certificate da parte delle stazioni appaltanti e centrali di committenza qualificate, anche con riserva. La disciplina in tema di digitalizzazione sarà applicabile anche alle procedure di affidamento comprese nel Pnrr avviate a partire dal 1° gennaio 2024. 

Al fine di consentire il passaggio ai nuovi sistemi, il 31 dicembre 2023, saranno modificate le condizioni di utilizzo del sistema Simog e sarà dismesso il servizio SmartCIG. A decorrere dal 1° gennaio 2024 sarà quindi attivata da Anac la Piattaforma dei Contratti Pubblici che interopererà con le piattaforme di approvvigionamento digitale utilizzate dalle stazioni appaltanti per la gestione di tutte le fasi del ciclo di vita dei contratti pubblici, tra cui il rilascio del Cig (codice identificativo gara) per le nuove procedure di affidamento e l’assolvimento degli obblighi di pubblicità in ambito comunitario e nazionale, nonché degli obblighi di trasparenza. Tale processo di digitalizzazione richiede alle stazioni appaltanti e agli enti concedenti la necessità di cambiare le modalità di svolgimento delle procedure di gara, imponendo loro, in primo luogo, l’utilizzo di piattaforme di approvvigionamento digitale certificate e interoperabili.

E-procurement, “bollino” Agid per la piattaforma Consip

La piattaforma di e-procurement www.acquistinretepa.it – gestita da Consip per conto del Ministero dell’Economia e delle Finanze – certificata da Agid per operare nell’ecosistema nazionale di approvvigionamento digitale è pienamente operativa dal 1° gennaio 2024.

Da quella data, infatti, con l’entrata in vigore delle norme sulla digitalizzazione previste dal nuovo Codice dei contratti, tutte le fasi del ciclo di vita degli appalti pubblici – dalla progettazione fino all’esecuzione del contratto – possono essere gestite solo in modalità digitale, basata sulla interconnessione e interoperabilità tra i servizi infrastrutturali abilitanti (es. Banca dati nazionale dei contratti pubblici di Anac, Piattaforma digitale nazionale dei dati (Pdnd di PagoPA) e le piattaforme di e-procurement certificate in base alle regole tecniche definite da Agid.

Le principali tappe che nel 2023 hanno portato alla nuova piattaforma certificata di e-procurement www.acquistinretepa.it:

· Marzo, pubblicazione del nuovo Codice de contratti e definizione del contesto evolutivo;

· Luglio, definizione delle regole di interoperabilità, dei requisiti di certificazione per le piattaforme ed avvio delle attività di sviluppo delle nuove funzionalità;

· Ottobre, primi test con i servizi di Anac in ambiente di collaudo;

· Dicembre, certificazione della piattaforma.

Dal 1° gennaio 2024, dunque, le stazioni appaltanti possono utilizzare la piattaforma di e-procurement www.acquistinretepa.it, per redigere o acquisire tutti gli atti relativi alle procedure di pubblicazione e affidamento; trasmettere dati e documenti alla BDNCP e ottenere il Codice identificativo gara (cig); richiedere la pubblicazione delle procedure indette sulle Gazzette Ufficiali; aprire, gestire e conservare il Fascicolo di gara; accedere al Fascicolo Virtuale dell’Operatore Economico (Fvoe) per i controlli sui requisiti di partecipazione delle imprese.

Con l’ottenimento della certificazione e la piena operatività, Consip conferma il suo ruolo di punto di riferimento nel sistema di e-procurement nazionale, rafforzato dalla fiducia che le amministrazioni pubbliche dimostrano verso i suoi servizi: attraverso la piattaforma, sono stati gestiti nel 2023 acquisti per circa 26 miliardi di euro, pari all’1,3% del PIL italiano, con oltre 500mila contratti stipulati tra 140mila imprese (oltre il 95% PMI) e 13.500 amministrazioni abilitate.

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