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L'INTESA

Italia digitale, più forte l’alleanza Stato-Regioni: parola d’ordine “cooperazione”

Via all’accordo quadro per realizzare gli obiettivi di Europa 2020. Agli enti territoriali il ruolo di aggregare e coordinare le iniziative locali. Agid fornirà linee guida, regole d’interoperabilità e ambienti di test in sinergia con la strategia digitale nazionale

15 Feb 2018

Federica Meta

Giornalista

Sprint all’Italia digitale. La Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome ha ratificato con Agid l’Accordo Quadro per la Crescita e la Cittadinanza Digitale verso gli obiettivi Europa 2020.

L’accordo ha validità triennale e riconosce la possibilità alle Regioni di svolgere un ruolo di coordinamento a livello territoriale nel favorire la trasformazione digitale dei servizi pubblici per i cittadini e imprese, concentrandosi sulle sette aree d’intervento delineate dal Piano Triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione 2017-19: accesso ai servizi, ecosistemi e interoperabilità, piattaforme abilitanti, infrastrutture fisiche, sicurezza, gestione del cambiamento e monitoraggio, comunicazione.

Con questa intesa si gettano quindi le basi per una piena e più efficace attuazione sui territori del Piano Triennale e si rafforza il patto di collaborazione tra Agid, Regioni e Province Autonome.

Per agevolare questo percorso, l’accordo stabilisce che Agid metterà a disposizione delle Regioni una serie di strumenti tecnici, di monitoraggio e di governance, tra cui linee guida, regole d’interoperabilità, ambienti di test e simulazione, in sinergia con la strategia digitale nazionale.

Le azioni previste dall’accordo saranno realizzate attraverso risorse finanziarie regionali e nazionali, nell’ambito delle quali Agid prevede l’utilizzo dei fondi del Pon Governance e Capacità Istituzionale 2014-20.

Le linee dell’accordo quadro firmato oggi saranno successivamente tradotte in specifici accordi o convenzioni territoriali tra Agid e le singole Regioni, per abilitare al meglio l’implementazione del Piano Triennale in maniera innovativa.

Verrà così offerto ai territori un catalogo di soluzioni per fare in modo che ogni amministrazione possa usufruire di ciò di cui ha bisogno in linea con le proprie strategie regionali (agende digitali, programmazioni dei fondi europei), insieme alle competenze necessarie per un raggiungimento più semplice degli obiettivi definiti dalla strategia nazionale.

Il ruolo delle Regioni nella costruzione dell’Italia digitale è cruciale. In quest’ottica va letto anche il progetto Tripolo.: Regioni e territori, tra loro differenti eppure accomunati da sistemi infrastrutturali simili, interconnettano virtualmente fibre ottiche e servizi erogati nel primo data center pubblico tripolare, federato, pluriregionale, multisocietario e, cosa ancora più importante, condiviso. Per ora il progetto vede impegnate le in house in house di Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia e Provincia di Trento ma può a buon titolo diventare un mo dello nazionale.

L’obiettivo primario sarà quello di diffondere ed armonizzare le best practice operative e di processo, sviluppare ed erogare in modalità distribuita servizi sempre nuovi e permettere effettive e misurabili economie di scala, secondo le linee guida previste da Agid e in piena coerenza con l’Accordo Regioni-Agid. Il progetto Tripolo anzi, nell’ottica di rafforzare ancora di più tale intesa e il raccordo necessario tra Regioni, PA  centrale e Agende digitali nazionali e regionali, verrà sviluppato anche con la finalità di essere predisposto per aggregare ulteriori soggetti nei territori confinanti che desiderino inserirsi in un’ottica di condivisione delle strategie Ict, di razionalizzazione degli investimenti e di risoluzione delle obsolescenze infrastrutturali.

Come spiegato un’intervista a CorCom da Paolo Panontin, presidente della commissione speciale Agenda digitale (Adi) della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, “il progetto Tripolo tra le società Ict in house di Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento rappresenta un ulteriore passo in avanti sulla via della condivisione di know how e delle reti infrastrutturali per favorire l’ammodernamento della Pubblica amministrazione e lo sviluppo del sistema Paese

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