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PA DIGITALE

La corsa di Milano alla digital transformation, numeri record per la Cie

Toccano quota 30mila le carte d’identità elettroniche emesse dal Comune nei soli mesi di giugno e luglio. In vista la dismissione completa del documento cartaceo. In drastico calo i furti d’identità

08 Ago 2018

Il Comune di Milano corre sulla strada della digital transformation. Toccano quota 30mila le carte d’identità elettroniche (Cie) emesse dagli sportelli dell’anagrafe dal 1 giugno al 31 luglio scorsi. Lo ha annunciato la stessa amministrazione spiegando che si tratta di numeri altissimi dovuti al grande afflusso dei cittadini milanesi in preparazione delle partenze estive.

Il record è stato toccato a giugno, con 16.821 Cie rilasciate, mentre a luglio sono stati 12.884 i cittadini che hanno richiesto il documento in una delle sedi anagrafiche diffuse su tutto il territorio.

Attiva a Milano da ottobre 2016, la carta d’identità elettronica ha ormai sostituito la carta d’identità cartacea, che viene rilasciata solo in casi di estrema urgenza e che entro breve tempo, a causa dell’esaurimento della carta, sarà destinata alla dismissione completa. Se infatti nel 2017 le carte d’identità emesse nel primo semestre erano 28.378 a fronte di 63.048 Cie, nel primo semestre del 2018 sono state solo 8.705 contro le 85.050 Cie.

Insieme ai numeri sono calati drasticamente anche i casi di “furti d’identità: la carta d’identità cartacea, infatti, gode del triste primato di documento più contraffatto d’Europa. La Cie invece garantisce sicurezza: la verifica dell’identità viene effettuata tramite una speciale applicazione, presente anche sul passaporto elettronico emesso da tutti i paesi europei, che contiene i dati anagrafici del titolare (nome, cognome, luogo e data di nascita, luogo di residenza), la sua foto e le impronte digitali.

Non più richieste alcune alcune informazioni: professione, colore dei capelli e degli occhi, non dovranno più essere dichiarati allo sportello, così come lo stato civile, un tempo inserito su richiesta dei cittadini. Rimangono l’indicazione del luogo, la data di nascita e il sesso, la fotografia e la registrazione della statura.

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