BEST PRACTICES

PA digitale: il catasto può essere virtuoso

L’esperienza di una mattina alla sede di Roma: quando l’hi-tech può aiutare a snellire la burocrazia

Pubblicato il 22 Mag 2015

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Inquisire alcuni truffatori ai danni dello Stato e di tanti onesti cittadini, mi ha portato al catasto di Roma. Vi sono arrivato convinto in cuor mio che catasto fosse annuncio di catastrofe.

Arrivo in auto: c’è il parcheggio, gratuito e riservato ai “clienti”. È una sorpresa assoluta: mai avevo potuto apprezzare una PA così sollecita verso i cittadini, prima ancora che mettano piede nei suoi uffici. Seguo le indicazioni dei cartelli, chiari e ben visibili, per trovare l’ufficio cercato. L’ultimo dubbio me lo toglie in due parole l’impiegato preposto all’accoglienza che smaltisce la lunga fila rapidamente e consegnando a ognuno il proprio numero di attesa.

Sono molti prima di me tuttavia la sala è vasta, pulita, il vociare moderato, le poltrone numerose, l’aria climatizzata; il personale agli sportelli smaltisce rapidamente i questuanti. La macchina distributrice di caffè e acque aiuta ad attendere il mio turno che non tarda. I miei quesiti all’impiegata sono incerti perché la mia conoscenza della materia non è professionale. Ma l’interlocutrice è efficiente, guidandomi verso la soluzione, pigiando sulla tastiera i tasti giusti per far comparire sullo schermo le notizie che mi urgono. Me le dà e poi deve mandarmi a un altro sportello per info più specializzate. Temo che tutto si complichi. Macché! In dieci minuti, ottengo le risposte e sono passati quarantacinque minuti quando torno all’auto. L’hi-tech ben utilizzato dalla PA e un’efficiente organizzazione offrono un’immagine dello Stato che non ha prezzo. Ho pagato alcune decine di euro per le pratiche, ma così volentieri come non mi è mai capitato per i balzelli dello Stato.

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