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STRATEGIE

Piacentini: “PA digitale a rischio senza sblocco del turnover”

Il bilancio del commissario all’Agenda digitale alla vigilia del suo intervento a Forum PA 2018: “Con la digital transformation risparmi pari allo 0,5% del Pil”. Ma serve un cambio di mentalità: “Il focus dev’essere sul cittadino-cliente, non sulle leggi”

21 Mag 2018

Blocco del turnover, “profonda” mancanza di consapevolezza, inefficienza della comunicazione. Sono i principali ostacoli verso la digital transformation che la PA deve affrontare: che però potrebbe generare un risparmio pari a 8 miliardi di euro, circa lo 0,5% del Pil. Lo dice Diego Piacentini, vp di Amazon nominato dal governo Renzi, nel 2016, commissario straordinario per l’Agenda digitale: un incarico che scadrà tra 4 mesi, a settembre prossimo. Dipenderà dal prossimo governo l’eventuale rinnovo. Piacentini sarà domani tra i relatori al Forum PA 2018 che accende i riflettori sullo stato di avanzamento della digital transformation della pubblica amministrazione preivilegiando il focus sul passaggio da una logica ancora prevalentemente burocratica a quella che abbiamo chiamato la PA abilitante in cui l’innovazione viene considerata funzione di un nuovo modo di intendere lo Stato.

E’ il blocco delle assunzioni, dunque un problema di competenze, uno dei limiti dell’amministrazione pubblica nel suo percorso di digitalizzazione: il blocco del turnover provoca la perdita di “un’intera generazione di persone in grado di interagire con i sistemi digitali” dice il commissario.

Vero anche che la mentalità tuttora resistente nella PA non è centrata sulla consapevolezza che “il cittadino è il cliente”: “le amministrazioni devono partire dal problema da risolvere e non dalla legge”.

Secondo Piacentini è l’efficacia dei nuovi sistemi che convincerà gli italiani a convertirsi al digitale anche per interloquire con la pubblica amministrazione: “i risultati si ottengono con servizi che funzionano: se ciò avviene si innesta un passaparola velocissimo”, dice il commissario in un’intervista all’Eco di Bergamo.

Tra le basi lanciate dal commissario la “app del cittadino” che tra qualche anno “diciamo nel 2022 consentirà di effettuare pagamenti, prenotazioni e richieste di certificati per cui oggi servono settimane”.

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