L'INIZIATIVA

Pnrr, si accende la Piattaforma Digitale Nazionale Dati

A firmare il progetto il dipartimento per la trasformazione digitale di Palazzo Chigi e PagoPA. Obiettivo: semplificare le procedure di scambio di informazioni per le pubbliche amministrazioni e favorire l’interoperabilità dei sistemi e dei database. Via al bando da 110 milioni per i Comuni che aderiranno alla piattaforma

21 Ott 2022

Antonello Salerno

pa digitale

Abilitare lo scambio di informazioni tra gli enti e la Pubblica Amministrazione e favorire l’interoperabilità dei sistemi informativi e delle basi dati pubbliche: è questo l’obiettivo della Piattaforma Digitale Nazionale Dati (Pdnd), operativa da oggi. Il progetto fa parte di quelli previsti nel Piano nazionale di ripresa e resilienza ed è stato messo a punto dal dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri insieme a PagoPA.

L’avviso da 110 milioni di euro per i Comuni

In contemporanea con l’attivazione della piattaforma è stato pubblicato online anche il primo avviso del bando da 110 milioni di euro per sostenere i Comuni che decideranno di aderire al Pdnd: sarà possibile presentare le domande fino al 17 febbraio 2023 attraverso il portale PA digitale 2026: il valore dei voucher sarà calcolato in base alla dimensione dell’Ente richiedente.

WHITEPAPER
Smart building: una guida per semplificare la progettazione della rete

Cos’è la Piattaforma Digitale Nazionale Dati

La Piattaforma Nazionale Digitale Dati nasce con l’obiettivo di diventare l’abilitatore per la pubblica amministrazione italiana del principio europeo del “once only”: si vuole cioè mettere i cittadini e le imprese nelle condizioni di inserire le informazioni che li riguardano una sola volta, facendo in modo che tutte le banche dati dalla Pa le possano condividere: “Le amministrazioni, infatti – si legge in una nota- dopo essere state autenticate e autorizzate dalla Piattaforma, saranno in grado di scambiare dati tra loro, ed erogare così servizi in maniera più rapida ed efficace“.

Con l’interoperabilità delle banche dati, in altre parole, è possibile creare un ecosistema che abilita lo scambio semplice e sicuro di informazioni tra le PA attraverso una piattaforma unica, un catalogo di servizi software (Api) in costante crescita e un insieme di regole condivise, “al fine di incrementare l’efficienza dell’azione amministrativa – si legge in un comunicato del ministro dell’Innovazione – ridurre la richiesta di dati al cittadino e creare nuove opportunità di sviluppo per le imprese. Inoltre, con l’adesione a  questo primo Avviso, i Comuni avranno l’opportunità di mettere a disposizione di altre amministrazioni i propri dati tramite la pubblicazione di nuove Api nel catalogo della Pdnd”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 5