LA RELAZIONE

Pubblica amministrazione, il Parlamento Ue: “Dopo 70 anni è tempo di svolta digitale”

Approvato dalla Plenaria di Strasburgo un documento con cui si chiede alla Commissione di elaborare un pacchetto di norme ad hoc: “Dobbiamo essere pronti alla sfida dell’intelligenza artificiale e dell’automazione”. Interoperabilità, accessibilità e open source i principi chiave. Disco verde alla cooperazione transfrontaliera digitale nel comparto Giustizia

Pubblicato il 23 Nov 2023

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Dopo 70 anni di sviluppo della pubblica amministrazione dell’Ue, è giunto il momento di presentare una proposta legislativa che definisca i principi di buona amministrazione, con attenzione particolare ai processi di digitalizzazione. È il punto focale della relazione approvata dalla Plenaria di Strasburgo del Parlamento europeo con 531 sì, 17 no e 66 astensioni.

Le richieste dei deputati

I deputati chiedono alla Commissione di inserire i principi di buona amministrazione in una legislazione vincolante. Sostengono che una nuova legge che stabilisca le regole procedurali generali che disciplinano le attività amministrative delle istituzioni dell’Unione non solo aumenterebbe la trasparenza, ma renderebbe anche più efficiente l’amministrazione dell’Ue. Inoltre evidenziano come la digitalizzazione e il progresso di nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale o il processo decisionale automatizzato, possono svolgere un ruolo chiave nella modernizzazione della pubblica amministrazione dell’Unione. E che, dunque, per governare questi processi servano regole ad hoc.

Secondo i parlamentari, il nuovo regolamento dovrebbe tenere conto di principi importanti come quella di del “once only”, secondo il quale ogni utente dovrebbe fornire i propri dati una sola volta quando interagisce digitalmente con l’amministrazione dell’Unione.

Interoperabilità e accessibilità

Altri due pilastri, secondo Strasburgo, sono l’interoperabilità, l’accessibiltà dei servizi a tutela dei fragili e il principio “denaro pubblico – codice pubblico”, secondo il quale il codice sorgente di qualsiasi software sviluppato utilizzando denaro pubblico dovrebbe essere reso disponibile al pubblico per la revisione e il riutilizzo.

Gli eurodeputati chiedono infine anche tutorial online per aiutare i cittadini a capire come utilizzare i servizi pubblici digitali e chiedono che la dirigenza sia responsabile della sicurezza informatica, garantendo al contempo una formazione sufficiente per il personale anche sulle soluzioni digitali impiegate.

Giustizia digitale, ok alla cooperazione transfrontaliera

La plenaria ha anche confermato l’accordo tra colegislatori sulle nuove norme per modernizzare l’accesso alla giustizia nell’Ue. L’aula ha approvato con 551 voti favorevoli, 5 contrari e 6 astensioni il regolamento, e con 555 voti si, 5 no e 4 astensioni la direttiva. Il pacchetto mira a ridurre i costi e i ritardi nei procedimenti giudiziari transfrontalieri nell’Ue consentendo l’uso di strumenti digitali come la videoconferenza, lo scambio elettronico di documenti e il pagamento digitale delle tasse. Entrambi gli atti legislativi entreranno in vigore venti giorni dopo la loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale. Il regolamento sarà applicato 15 mesi dopo.

La Commissione europea – spiegano i deputati con una nota – istituirà un sistema informatico che garantisca la comunicazione tra le autorità statali, i privati e le imprese nei procedimenti civili, commerciali e penali. I parlamentari hanno assicurato che i professionisti della giustizia, come i procuratori e i giudici, “riceveranno una formazione adeguata sull’uso del sistema informatico e dei suoi strumenti” e che la Commissione “dovrà includere tali formazioni nei programmi finanziari dell’Ue”. Il sistema dovrebbe inoltre fornire alle persone fisiche e giuridiche informazioni sui loro diritti e sull’assistenza legale.

Cosa prevedono le nuove norme

Secondo le nuove norme, le udienze possono essere organizzate in videoconferenza o con sistemi analoghi e i Paesi devono garantire che tali infrastrutture siano accessibili a tutti, comprese le persone con disabilità. Sarà inoltre possibile scambiare documenti per via elettronica, utilizzando sigilli e firme elettroniche, e sarà possibile il pagamento elettronico delle tasse. Sulla base delle informazioni fornite dagli Stati membri, la Commissione europea dovrà valutare l’attuazione della legge ogni cinque anni e, se necessario, presentare nuove proposte legislative che garantiscano la digitalizzazione della cooperazione giudiziaria in tutta l’Ue.

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