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L'INTERVISTA

Puksic: “In house valore aggiunto nel processo di digitalizzazione della PA”

Intervista al presidente di Assinter e numero uno di Insiel: “Il progetto Tripolo, primo esempio di data center federato, banco di prova: lanciamo un modello strategico a vocazione nazionale”

20 Feb 2018

Federica Meta

Giornalista

In occasione dell’approvazione dell’Accordo quadro per la crescita e la cittadinanza digitale, tra Commissione Speciale Adi, Agid e la partecipazione di Assinter Italia, è stato anche ufficializzato il progetto Tripolo. Caso concreto di cooperazione interregionale e primo esempio di sharing di data center regionali su base federata, operato tra territori regionali dalle società Ict in house Informatica Trentina, Trentino Network, Insiel, Cup 2000 e Lepida SpA, nato nell’ambito della rete Assinter Ne parliamo con Simone Puskic, presidente di Assinter e numero uno di Insiel.

Presidente Puksic, prima la firma dell’Accordo quadro in Commissione Speciale Adi, poi l’ufficializzazione e la successiva ratifica del progetto Tripolo: che importanza avranno tali intese sui futuri processi di digitalizzazione della PA?

Quello che è accaduto segna un punto focale nei rapporti di cooperazione tra tutti gli attori impegnati nel processo di trasformazione digitale del Paese. Non ci sono dubbi su questo. “L’Accordo quadro per la crescita e la cittadinanza digitale in vista degli obiettivi di EU2020” ne è un esempio concreto. Le Regioni, Agid e Assinter Italia potranno costituire una cabina di regia attraverso cui armonizzare e coordinare i piani e i programmi di digitalizzazione della PA, e questo rappresenta un fatto estremamente importante. Come ricordato nei giorni scorsi, si è arrivati ad uno stato di maturazione importante nei rapporti tra Governo, Enti regionali e società Ict in house. Il modello di cooperazione interregionale avanzato dal Tripolo ne costituisce un ulteriore corollario. Si tratta di continuare a lavorare fianco a fianco, sulla base di sinergie necessarie.

Parliamo appunto del Tripolo: costituisce il primo esempio di data center pubblico federato, tra i territori dell’Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento. Pensa possa essere un modello replicabile altrove?

Non solo in qualità di Presidente di Insiel, una delle società aderenti ed ispiratrici del progetto, ma anche a nome dell’intero comparto Ict in house rappresentato da Assinter, posso dirle che il Tripolo ha l’aspirazione ad essere sì un innovativo progetto interregionale ma, anche, un modello strategico a vocazione nazionale. Favorirà l’ammodernamento della Pubblica amministrazione attraverso la condivisione di best practice, servizi, know how e reti, permettendo importanti economie di scala. Collegherà in modo capillare sedi regionali, Enti locali, scuole, università, strutture sociosanitarie/ospedaliere ed altri enti pubblici. Parliamo di un progetto che non solo è coerente con il Piano Triennale per l’Informatica nella PA, ma che ha anticipato le stesse linee guida fissate da Agid. Il Tripolo, inoltre, è stato immaginato anche con la finalità di essere predisposto per aggregare ulteriori soggetti nei territori confinanti che desiderino condividere strategie e tecnologie Ict. Il nostro auspicio, anzi, è che il modello messo a punto possa essere una base di partenza anche per le altre IctT in house regionali, ad esempio del Nord-Ovest e del Centro-Sud. L’ambizione strategica di Assinter è proprio quella di dar vita a un modello nazionale di cooperazione e di federazione delle competenze.

A proposito di agende digitali, negli ultimi anni sono stati avviati piani e programmi significativi per colmare il gap innovativo e tecnologico rispetto agli altri Paesi europei. A che punto siamo, oggi?

Vero, si è fatto tanto. E le cose di cui parliamo oggi sono state rese possibili anche grazie al lavoro fatto passo dopo passo. Eppure, se vediamo il Desi 2017, rispetto agli altri Paesi Ue siamo ancora 25esimi per livello di digitalizzazione complessiva, penultimi per uso di internet da parte dei cittadini e 19esimi per digitalizzazione del nostro sistema industriale. Significa essere dietro non solo a Germania o Norvegia, ma anche a Polonia, Ungheria o Croazia, realtà che hanno maturato uno sviluppo economico solo in anni recenti e che nonostante questo ci sono davanti in termini di IT. Fino al 2018 abbiamo lottato per recuperare terreno. Da ora in poi sarà necessario correre ed essere ultra veloci, stabilendo una connessione ancora più naturale tra cittadino e amministrazione. Innovare deve sempre voler dire semplificare. Per questo, su alcuni temi dirimenti, penso agli shared services, ai big data o al cloud ma anche al procurement pubblico, la rete delle società Ict in house regionali, in una logica di presidio istituzionale, ha il dovere e la possibilità di offrire servizi e competenze, anche guardando alla cooperazione tra territori diversi, valorizzando le specializzazioni esistenti e sviluppando coerentemente il perimetro dei servizi.

Come ricordato prima, lei non è solo Presidente di Assinter ma anche di Insiel SpA, la società Ict in house del Friuli Venezia Giulia. Quanto può dirsi soddisfatto dei risultati raggiunti finora?

Per quanto riguarda Assinter, siamo riusciti a capitalizzare molto di ciò che abbiamo seminato, certamente anche grazie al lavoro comune di tutti i soci. Oggi siamo Vice-Presidenti di Euritas, il network europeo che raduna i più importanti providers Ict  pubblici d’Europa e abbiamo implementato sinergie e relazioni con stakeholders europei, pubblici e privati, partecipando ad importanti progetti internazionali. Inoltre, sul fronte interno, abbiamo deciso di ampliare la nostra base associativa, tanto che solo poche settimane fa abbiamo dato il benvenuto al Consorzio interuniversitario Cineca, che ha sviluppato capability rilevanti nella gestione ed elaborazione dei dati. Senza contare le proficue interlocuzioni consolidate ad ogni livello utile di governo, come quelle ricordate ad inizio intervista. Quanto ad Insiel, è una solida realtà che impiega più di 650 persone ed eroga servizi a comuni, enti locali, Regione ed aziende sanitarie locali, anche grazie alla più estesa infrastruttura di fibra ottica a controllo pubblico presente in Italia. Il nostro Piano Industriale 2018-2021, apprezzato anche da interlocutori indipendenti quali Politecnico di Milano e Gartrner e recentemente approvato dalla nostra Regione, avrà l’obiettivo di consolidare, valorizzare e sviluppare quanto di buono è stato fatto negli ultimi anni proiettandoci nel futuro. In più ci stiamo dedicando alla diffusione del progetto “banda larga” per scuole, enti di formazione e università, consorzi e fondazioni scientifiche e di ricerca, agenzie per lo sviluppo industriale ed economico, incubatori, poli tecnologici e soggetti che operano a supporto delle piccole e medie imprese. Per cui sì, posso dire di essere soddisfatto. Ma senza perdere di vista quelli che dovranno essere i prossimi traguardi per il territorio.

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